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Quella norma sui pagamenti digitali che rischia di mandare in fumo 900 milioni di detrazioni sul 730

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Euro - Sputnik Italia, 1920, 28.03.2021
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A lanciare l'allarme sono Caf e commercialisti che spiegano come la maggior parte dei contribuenti non abbia applicato la norma entrata in vigore lo scorso gennaio che prevede il solo pagamento elettronico per le spese oggetto di detrazione al 19 per cento per colpa della pandemia.

In piena crisi pandemica quest’anno rischiano di saltare anche 900 milioni di euro di sconti fiscali.

È l’allarme lanciato da Caf e commercialisti per la prossima dichiarazione dei redditi, quella del 2021, avente ad oggetto l’anno di imposta 2020.

Ma facciamo un passo indietro. Dal primo gennaio 2020 una norma introdotta dal governo giallorosso e, in particolare, dall’allora ministro delle Finanze, Roberto Gualtieri, stabilisce il pagamento digitale come requisito per ottenere le detrazioni fiscali nel 730, eccezion fatta per le spese sanitarie, pagabili in contanti ai fini dello sconto fiscale, ma soltanto se effettuate all’interno del servizio pubblico.

A marzo, però, è arrivato il virus che ha sconvolto le nostre vite. E secondo i centri di assistenza fiscale italiani in pochissimi si sono ricordati del requisito introdotto dal duo Conte-Gualtieri.

Così ora, come si legge sul Tempo, chi ha pagato in contanti la palestra per i figli, gli abbonamenti di autobus e metropolitana, spese veterinarie, scolastiche o anche quelle funebri, in contanti, si ritroverebbe automaticamente escluso dal vantaggio.

Insomma, la questione riguarda tutte le spese detraibili al 19 per cento secondo il Testo unico sulle imposte sui redditi.

Così, sottolinea Il Giornale, ad essere penalizzate potrebbero essere proprio le fasce sociali più svantaggiate.

La soluzione per i Caf, soprattutto quelli legati ai sindacati, è di posticipare di un anno, o addirittura alla fine della pandemia, l’applicazione della norma e di chiudere un occhio sul 2020, visti gli sconvolgimenti che le famiglie italiane hanno dovuto affrontare.

Qualcuno inizia già a fare pressione in questo senso negli uffici di via XX Settembre. La palla ora passa al nuovo ministro, Daniele Franco, che nelle prossime settimane dovrà cercare di capire come risolvere il problema.

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