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Monoclonali anti-Covid, 85% di pazienti non finisce in ospedale - Vaia

© Foto : servizio stampa Fondo russo di investimenti diretti (Rfpi)Ricerche per il primo vaccino russo contro il Covid-19
Ricerche per il primo vaccino russo contro il Covid-19 - Sputnik Italia, 1920, 28.03.2021
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Gli anticorpi monoclonali sono un ottimo farmaco per ridurre la pressione sugli ospedali perché evitano l'ospedalizzazione dei casi più gravi, spesso persone con problematiche pregresse.

Il direttore dello Spallanzani di Roma Francesco Vaia spiega che dalle monoclonali si attendono un’alta riuscita terapeutica, con una riduzione dell’ospedalizzazione pari all’85% in meno.

Gli anticorpi monoclonali sono considerate dall’epidemiologo un’arma potente.

“Ci attendiamo l′85% di risoluzioni con gli anticorpi monoclonali, cioè 8 persone su 10 non andranno mai in ospedale. Questa è un’arma potente”, ha detto il professore partecipando a Domenica In su Rai Uno.

Vaia ha spiegato che gli anticorpi monoclonali si usano tra il terzo e il quinto giorno dall’insorgenza della malattia, e in persone in cui si ipotizza un alto rischio di diventare malati gravi. Tra questi si riconoscono gli ipertesi, gli obesi e chi soffre di patologie respiratorie.

“Queste persone si recheranno in ospedale e avranno l’infusione di un’ora, poi torneranno a casa”, ha spiegato Vaia.

Scienza lontana da logiche geopolitiche

Per quanto riguarda l’approvvigionamento dei vaccini, Vaia spiega che “la scienza ha sempre il dubbio ed è lontana da interessi industriali, economici e geopolitici”.

Sull’approvvigionamento di vaccini crede che bisogna fare uno sforzo maggiore per ottenere più dosi di vaccino così da “aprire lo sguardo oltre di noi”.

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