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Cina annuncia sanzioni reciproche per persone e entità di Сanada e USA

© AP Photo / Vincent YuUn supporter pro-Cina sventola una bandiera cinese davanti all'Alta Corte di Hong Kong
Un supporter pro-Cina sventola una bandiera cinese davanti all'Alta Corte di Hong Kong  - Sputnik Italia, 1920, 27.03.2021
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Le nuove restrizioni seguono la decisione di Washington e Ottawa di unirsi all'UE e Regno Unito nel sanzionare i funzionari cinesi a seguito delle accuse di abusi sulla minoranza uigura nella regione cinese dello Xinjiang. La Cina ha negato gli illeciti e ha ripetutamente accusato le nazioni occidentali di aver minimizzato i propri crimini.

Il Ministro degli Esteri cinese ha annunciato sabato l'erogazione di sanzioni reciproche contro persone ed entità canadesi e statunitensi, con restrizioni contro la presidente della Commissione americana della libertà religiosa internazionale, Gayle Manchin, il vice-presidente dell'organizzazione Tony Perkins e altri.

Tra i sanzionati canadesi vi sono Michael Chong, legislatore della Camera dei Comuni del Partito Conservatore, e la Sottocommissione per i diritti umani internazionali della Commissione permanente per gli affari esteri e lo sviluppo internazionale della Camera dei Comuni.

Il Palazzo della Farnesina - Sputnik Italia, 1920, 24.03.2021
È alta tensione tra Europa e Cina sugli uiguri. La Farnesina convoca l’ambasciatore cinese
In un comunicato stampa, il Ministro degli Esteri ha indicato che tali misure sono state prese "in risposta" all'imposizione da parte di Canada e USA di "sanzioni unilaterali su individui e entità nello Xinjiang il 22 marzo, basate su dicerie e disinformazione".

Le sanzioni vietano alle persone indicate l'ingresso in Cina, inclusi Hong Kong e Macao, e vietano ai cittadini e alle istituzioni cinesi di condurre affari con loro o di effettuare con essi scambi di alcuna natura.

Il Ministro ha confermato che "le precedenti sanzioni cinesi agli individui statunitensi che hanno seriamente danneggiato la sovranità cinese e gli interessi su questioni legate allo Xinjiang rimangono in vigore", e ha esortato gli altri paesi a "comprendere chiaramente la situazione e rivalutare i propri errori", e di "smettere la manipolazione politica sulla questione dello Xinjiang" e l'interferenza negli affari interni cinesi.

"Altrimenti si bruceranno le dita", ha avvertito Pechino.

Bandiere di Cina e Ue - Sputnik Italia, 1920, 23.03.2021
La Cina reagisce alle sanzioni europee per lo Xinjiang: convocato l'ambasciatore Ue
Gli Stati Uniti e il Canada si sono uniti al Regno Unito e all'Unione Europea nel prendere di mira alti funzionari ed entità cinesi accusati lunedì di essere coinvolti nell'internamento di massa degli uiguri nello Xinjiang, dopo che Bruxelles e Londra hanno imposto la settimana scorsa le prime sanzioni in 30'anni contro la Repubblica Popolare. Pechino ha risposto sanzionando giovedì nove cittadini inglesi e quattro entità, portando l'Ufficio degli Esteri ha convocare l'ambasciatore cinese.

Entrambe le parti rimangono intransigenti sulla propria posizione. Il 17 marzo, il giorno dell'imposizione delle restrizioni europee, l'ambasciatore cinese a Bruxelles, Zhang Ming, ha esortato l'UE a "riflettere attentamente", e ha avvertito che "se insistete nell'avere un confronto, non ci tireremo indietro, in quanto non abbiamo alternativa se non adempiere alle nostre responsabilità nei confronti del popolo cinese".

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