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Renzi e il PD, meglio Letta di Zingaretti ma non li seguiremo nel ‘bipopulismo’

© Foto : Evgeny UtkinMatteo Renzi
Matteo Renzi - Sputnik Italia, 1920, 26.03.2021
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Matteo Renzi crede che sia meglio Letta alla guida del Partito Democratico e che per loro di Italia Viva ora si apra uno spiraglio per una colazione che li veda presenti alle elezioni del 2023.

Matteo Renzi torna a farsi sentire e interviene a tutto spettro sulle questioni che lo hanno visto protagonista in questi mesi, come la caduta del governo Conte e la nascita del governo Draghi, le sue conferenze all’estero e ora il tentativo di allearsi con il PD per preparare le elezioni del 2023.

In particolare del cambio al vertice del Partito Democratico, Renzi dice che non sa se i rapporti saranno più facili, “sicuramente più semplici” e questo perché “Zingaretti aveva consegnato a Conte la leadership del centrosinistra”, dice intervistato da Il Messaggero.

Con Letta potrebbe essere diverso perché questi “rivendica un profilo riformista”, quindi, “meglio Enrico su questo”, dice Renzi.

 

© Foto : Evgeny UtkinMatteo Renzi
Renzi e il PD, meglio Letta di Zingaretti ma non li seguiremo nel ‘bipopulismo’ - Sputnik Italia, 1920, 26.03.2021
Matteo Renzi

 

Renzi allude alle alleanze politiche per le amministrative d’autunno (spostate causa Covid), dove si augura “che il PD non si farà risucchiare da un accordo con la Raggi”, perché loro di Italia Viva sono alternativi al populismo e al M5S.

“Se invece vogliono fare a meno di noi per rincorrere le follie di Beppe Grillo, auguri: andremo avanti a testa alta, rappresentando l’alternativa al bipopulismo”.

Il rapporto con Letta

Nel 2014 Enrico Letta dovette lasciare l’incarico di presidente del Consiglio dopo che Matteo Renzi fu eletto segretario del PD a seguito delle primarie.

Matteo Renzi - Sputnik Italia, 1920, 20.03.2021
Renzi sfida Letta, ma Italia Viva rischia di sgretolarsi
Dopo quell’evento Letta non solo lasciò la presidenza, ma si dimise da parlamentare lasciando la politica italiana per andare a insegnare a Parigi.

Renzi oggi dice che quel “cambio di governo fu una decisione pressoché unanime della coalizione per dare una scossa all’azione dell’esecutivo”.

Le conferenze all’estero

Sulla questione delle conferenze all’estero, Renzi precisa che i suoi viaggi all’estero non avvengono a spese del contribuente e che lui continuerà a farle:

“Sono stato e tornerò in Africa, in Arabia Saudita, in Cina, negli Stati Uniti”.

Tuttavia non ha intenzione di lasciare la politica per dedicarsi completamente alle conferenze monetizzate, il suo soggetto politico si prepara alle politiche del 2023 avendo come base di partenza il 2% o poco più dei sondaggi elettorali.

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