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Covid, Curcio (Protezione civile): per recuperare i ritardi un hotspot per i vaccini in ogni città

© Tiberio BarchielliFabrizio Curcio, nuovo capo del Dipartimento della Protezione Civile
Fabrizio Curcio, nuovo capo del Dipartimento della Protezione Civile - Sputnik Italia, 1920, 24.03.2021
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Sull’esempio degli interventi messi in campo per terremoti o alluvioni. E poi coinvolgere farmacisti, medici di base, odontoiatri e aziende nella campagna vaccinale.

La ricetta per poter uscire dal tunnel della pandemia per Fabrizio Curcio, 55 anni, ingegnere, capo del Dipartimento della Protezione civile, è chiara: è un mix di elementi, ma prima tra tutte la necessità di muoversi tutti insieme, senza Regioni che vanno in ordine sparso, tornando a vaccinare in base all’anno di nascita e mettendo in campo più attori possibili.

E lancia un messaggio di speranza: “Se le case farmaceutiche rispetteranno i tempi, io sono convinto che alla fine di quest’anno torneremo a riprenderci almeno in parte la nostra vita”.

In un’intervista al Corriere della Sera Curcio spiega che la prima mossa operativa dovrebbe essere quella di creare degli “hotspot vaccinali” in ogni città.

“Siamo pronti anche ad allestirli, preparati a farlo proprio come accade quando c’è un terremoto o un’alluvione”.

Dei centri con “linee guida” che saranno “uguali ovunque”, ha spiegato. Gli hotspot avranno “un grande parcheggio, entrate e uscite separate, area di attesa, medici che verificano le condizioni di idoneità, sale per l’inoculazione e altre dove aspettare i 15 minuti obbligatori”.

© REUTERS / Yara NardiVaccinazione con il vaccino Pfizer-BioNTech a Roma, in Italia
Covid, Curcio (Protezione civile): per recuperare i ritardi un hotspot per i vaccini in ogni città - Sputnik Italia, 1920, 24.03.2021
Vaccinazione con il vaccino Pfizer-BioNTech a Roma, in Italia

Allargare la platea di chi vaccina

Per il capo della Protezione civile sarà essenziale anche ampliare la base di chi potrà somministrare i vaccini, al di là, degli hub:

“Un ruolo strategico possono averlo le farmacie, proprio come sta avvenendo per i tamponi rapidi. E poi ci sono i 42 mila medici di base” e “io conto molto anche sugli odontoiatri”.

Ma non è tutto, come è accaduto in altri Paesi anche in Italia potrebbero entrare in campo le aziende private:

“Sì, possono essere un altro punto di forza in questa battaglia. L’importante è che anche in questo caso sia rispettato il criterio delle fasce d’età sia per i dipendenti, sia per i loro familiari”.

I criteri per vaccinare

Secondo Curcio procedere per categorie “non va bene, causa problemi” e “procedere per anno di nascita è l’unico criterio oggettivo”.

Infatti, le Regioni hanno usato criteri differenti tra loro “e questo ha generato disomogeneità sul territorio, differenze che presto saranno superate” non appena saranno finite le vaccinazioni degli ultra ottantenni, delle categorie fragili, dei docenti, delle forze armate, della polizia e della Protezione civile.

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