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“No” a Sputnik e quegli interessi fra Ema e Big Pharma (quando si gioca sulla pelle delle persone)

© Foto : Istituto per la Sicurezza Sociale di San Marino / Andrea CostaLe prime dosi del vaccino contro il coronavirus russo, Sputnik V, sono state portate a San Marino
Le prime dosi del vaccino contro il coronavirus russo, Sputnik V, sono state portate a San Marino - Sputnik Italia, 1920, 23.03.2021
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L’Europa non avrebbe bisogno del vaccino Sputnik secondo il Commissario europeo Breton, ma in Europa per i ritardi nelle forniture la campagna vaccinale prosegue a rilento. Sorgono dubbi anche su chi finanzi l’Ema, il cui budget per l’86% è costituito da contributi privati. Quando la geopolitica si gioca sulla pelle delle persone.

L’Ema, agenzia che dovrebbe controllare la qualità e la sicurezza dei farmaci, è realmente indipendente nel suo giudizio? A sollevare questo dubbio è stato Vincenzo Sofo, europarlamentare del gruppo Conservatori e Riformisti, guidato da Giorgia Meloni. Sofo attraverso un’interrogazione parlamentare chiede che si faccia chiarezza in merito ad un possibile conflitto di interessi fra l’Ema e le Big Pharma.

Nel frattempo l’Unione europea dice “no” al vaccino russo Sputnik senza alcuna motivazione scientifica. I giochi geopolitici e i grandi interessi economici si giocano sulla salute dei cittadini. Sputnik Italia ha raggiunto per un’intervista in merito l’europarlamentare Vincenzo Sofo.

— Vincenzo Sofo, potrebbe parlarci della sua interrogazione parlamentare su un possibile conflitto di interessi fra l’Ema e Big Pharma?

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— Raccogliendo un po’ di informazioni mi è sembrato molto strano, visto che dobbiamo oggi affidarci totalmente ai giudizi di Ema, vedere come il budget del 2021 dell’agenzia provenga soltanto per il 14% dall’Unione Europea e come il restante 86% arrivi da contributi di società private. Queste società private sono coinvolte nel processo di farmacovigilanza, si tratta cioè delle case farmaceutiche.

Ora diventa molto bizzarro il fatto che a finanziare l’agenzia, il cui obiettivo è controllare, sia proprio il controllato. Questo può generare un’enorme commistione di interesse. Io ho chiesto alla Commissione Europea di fornire una lista completa e dettagliata di tutti i finanziatori privati, degli importi che vanno a finanziare Ema. Se dovesse emergere che Ema funziona grazie ai soldi versati per esempio da Pfizer o AstraZeneca, che poi vengono giudicate in merito all’emissione di vaccini, questo porrebbe un problema di indipendenza e autonomia del giudizio su questi prodotti.

Ema ha dato l’ok al vaccino di AstraZeneca nonostante tutte le reazioni avverse manifestate. È bene che la Commissione chiarisca se tutto ciò avviene in maniera indipendente o se ci sono influenze da parte delle case farmaceutiche. Ho anche chiesto se queste aziende avessero dei rappresentanti all’interno di Ema. Bisogna capire come la Commissione Europa garantisce l’indipendenza di Ema.

— Il Commissario europeo incaricato della campagna vaccinale Breton in un’intervista ha escluso che Bruxelles possa ricorrere al vaccino Sputnik, “l’Europa non ne ha bisogno”, ha dichiarato il Commissario. Come commenterebbe queste parole?

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— Sono a mio avviso ingiustificabili. Noi ci troviamo di fronte a dei vaccini immessi in commercio e distribuiti in Europa in fretta e furia con l’Ema che ha dato l’ok molto velocemente a determinati vaccini. La Commissione Europea ha addirittura fatto pressione affinché venisse anticipato il giudizio di Ema, questo ha significato accelerare le procedure di verifica.

Grazie a dei contratti assurdi stipulati dalla Commissione Europea su mandato degli Stati membri, oggi ci troviamo senza vaccini con dei ritardi clamorosi nella fornitura delle dosi, con blocchi di dosi difettate, con impianti di distribuzione di vaccini fermi. Nonostante tutto ciò ci dicono che lo Sputnik non ci serve. Qual è il motivo per cui a prescindere si può dire “no” a Sputnik? È una motivazione squisitamente geopolitica, basata su nessun dato scientifico. Anzi, sarebbe nell’interesse di tutti diversificare il parco vaccini per non rimanere dipendenti da una-due società farmaceutiche. Ancora più assurda è la posizione del governo italiano.

— Cioè?

— Abbiamo sentito dire dai ministri e sottosegretari alla salute Speranza e Sileri che non abbiamo bisogno dello Sputnik, che si può andare avanti così. Poi invece hanno dichiarato che il vaccino cinese può essere utile. Sarebbe molto interessante sapere secondo quali dati scientifici vengono fatte queste dichiarazioni.

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Aggiungiamo anche che la Commissione Europea in questa fase di ritardi nelle consegne di vaccini ha risposto stipulando nuovi contratti per la fornitura di vaccini con le stesse società farmaceutiche! Una situazione assurda. Invece bisognerebbe cercare il prodotto da altri fornitori.

— La Germania, seguita poi da Draghi, ha fatto però delle aperture verso il vaccino russo. Secondo lei Germania e Italia riusciranno a continuare delle trattative bilaterali con la Russia?

— Io la vedo complessa, perché per iniziare a muoversi da soli bisognerebbe chiudere e dichiarare fallita la gestione europea della strategia vaccinale. Ad oggi gli stati nazionali devono passare dai negoziati effettuati dalla Commissione Europea.

Sarebbe interessante capire quale sia la vera posizione della Germania, noi sappiamo che l’Unione Europea è abbastanza comandata dalla Germania. Lo stop ad AstraZeneca è arrivato da parte di tutti i Paesi subito dopo la decisione di Berlino.

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È paradossale vedere da una parte la Germania dire che vuole proseguire da sola facendo accordi con la Russia, peccato che la Commissione Europea però sia presieduta da una persona vicina alla Merkel, Ursula von der Leyen, la quale conduce questa folle governance europea che chiude le porte allo Sputnik. Peccato che uno dei gruppi di maggioranza al Parlamento Europeo sia il PPE a guida tedesca, uno dei gruppi che hanno sempre ostacolato questo tipo di strategia alternativa.

— Rifiutando lo Sputnik l’Unione Europea non tutela la salute delle persone, ma tutt’altri interessi. La geopolitica alla fine si gioca sulla pelle delle persone, non crede?

— È giusto che lo Sputnik risponda alle stesse valutazioni tecnico-scientifiche pari agli altri vaccini, ovviamente serve una certificazione sulla qualità di questo vaccino, quello che non si capisce è perché non venga trattato allo stesso modo.

Visto il caos attuale sulla vicenda vaccini, per quanto riguarda la tutela della salute dei cittadini e seguendo i discorsi di tutti i governi Ue sull’importanza imprescindibile della campagna vaccinale non si capisce perché non adottare una strategia di diversificazione massima dei vaccini acquistando lo Sputnik. È una questione meramente di carattere geopolitico.

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