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Italia leader nell'economia circolare, Cingolani: "Investire e ricercare soluzioni sempre nuove"

CC0 / Pixabay.com / Raccolta differenziata e riutilizzo dei materiali nell'Ue
Raccolta differenziata e riutilizzo dei materiali nell'Ue - Sputnik Italia, 1920, 23.03.2021
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L'ultimo rapporto sull'economia circolare in Italia 2021 dipinge un Paese tra i primi a livello europeo in questo particolare settore.

L'Italia è uno dei Paesi leader in Europa per quanto concerne la circolarità dell'economia, sebbene si tratti di un dato poco pubblicizzato a livello internazionale.

Ad affermarlo, in un videomessaggio trasmesso a margine della presentazione del terzo rapporto sull’economia circolare in Italia 2021, è il ministro  della Transizione ecologica Roberto Cingolani:

"È un momento in cui la parola circolare è importante ed ascoltata e percepita da tutti specialmente nell’emergenza climatica che stiamo vivendo. Devo dire con grande soddisfazione che l’Italia è una nazione guida e forse abbiamo pubblicizzato poco questo ruolo di leadership in Europa con un tasso di circolarità del 30% superiore al resto del vecchio Continente", sono state le parole del capo del dicastero.

Per Cingolani, il successo italiano in questo particolare ambito è dovuto "in parte alla visione italiana alle nostre radici culturali", fattore quest'ultimo che ha portato il Belpaese ad un ruolo di leadership.

Un primato di fronte al quale non occorre però fermarsi, secondo Cingolani, e che anzi dovrebbe stimolare l'Italia a fare ancora meglio:

"Adesso dobbiamo potenziare questa nostra capacità, queste tecnologie sono centrali e dobbiamo esser in grado di valorizzarle al massimo per aumentare queste capacità e diventare nazione guida anche a livello globale", ha detto, riferendosi in particolare a settori in cui è possibile fare di più come quello della plastica.

Gli obiettivi

Come spiegato dal ministro Cingolani, per i prossimi anni gli obiettivi saranno quelli di avvicinarsi agli standard imposti dall'Unione europea nel settore rifiuti, ai quali nel corso del prossimo decennio sarà necessario attenersi:

"L’Europa ci ha dato una direttiva chiara probabilmente dovremo arrivare al prossimo decennio a un 25% di umido da riutilizzare con un massimo del 10% in discarica e il resto, il 60-65% differenziato. E questo richiederà studi e tecnologie in fase di sviluppo", ha chiarito il ministro.

In questo senso, Cingolani si è auspicato che il Recovery possa rappresentare un valido strumento che permetta di "investire e ricercare soluzioni sempre nuove", per trasformare l'Italia in un vero "punto di riferimento" globale dell'approccio alla circolarità.

I numeri dell'economia circolare italiana

Giornata nazionale raccolta plastica, volontari  Plastic Free a Catania - Sputnik Italia, 1920, 21.03.2021
Riciclo dei rifiuti, l’Italia è prima in Europa
Stando ai dati presentati nel dossier "L’economia circolare italiana per il Next Generation EU" realizzato da Fondazione Symbola e Comieco, l'Italia risulta essere il Paese europeo con la più alta percentuale di riciclo sulla totalità dei rifiuti pari al 79% con una incidenza più che doppia rispetto alla media UE e superiore a tutti gli altri grandi Paesi europei.

A titolo di esempio, basti pensare che Francia (56%), Regno Unito (50%) e Germania (43%) risultano essere piuttosto indietro da questo punto di vista.

Oltretutto, l'Italia presenta anche uno dei più significativi miglioramenti prestazionali in questo ambito (+8,7%) nel periodo 2010-2018, a dispetto di un tasso di riciclo già elevato.

Nel complesso, l'intera filiera del riciclo nel Belpaese vale un qualcosa come 70 miliardi di euro di fatturato, 14,2 miliardi di valore aggiunto e oltre 213.000 posti di lavoro.

A livello di recupero di materia nei cicli produttivi, l'economia circolare permette di risparmiare annualmente 23 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio, oltre a 63 milioni di tonnellate di CO2.

Tali vantaggi si riflettono in maniera significativa anche sui livelli di inquinamento dell'aria, con l’insieme delle emissioni di CO2 eq evitate (dirette e indirette) attraverso il riciclo di materia operato in Italia che vale l’85% delle emissioni dirette di gas climalteranti generate dalla produzione elettrica dell’Italia (63 Mt di CO2eq dal riciclo contro 74,5 Mt CO2eq dalla produzione elettrica 2020).

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