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Italia dice sì alla Procura europea, Mattarella a Cartabia: "Necessarie riforme importanti"

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella presiede l'Assemblea plenaria del Consiglio Superiore della Magistratura
Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella presiede l'Assemblea plenaria del Consiglio Superiore della Magistratura - Sputnik Italia, 1920, 23.03.2021
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Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha salutato con favore l'approvazione della richiesta di adesione alla Procura europea, invitando al contempo la Giustizia italiana a concentrarsi sulle riforme.

Oggi il plenum del Consiglio superiore della magistratura italiano, presieduto dal capo dello Stato Sergio Mattarella, ha approvato con voto positivo la richiesta di parere del Ministro della Giustizia Marta Cartabia sulla proposta di accordo con il Procuratore Capo Europeo, la togata romena Laura Codruţa Kövesi.

Le operazioni di voto hanno fatto registrare 24 pareri favorevoli ma anche tre astensioni, con delle criticità operative rilevate da alcuni dei membri del Csm.

L'approvazione in Italia arriva con un ritardo di quasi tre anni rispetto all'adesione della maggioranza dei Paesi europei facenti già parte dell'organismo.

Proprio in questo senso, il presidente della Repubblica Mattarella ha voluto sottolineare l'importanza che quest'ultimo rivestirà in futuro:

"Voglio sottolineare l’importanza dell’adempimento di oggi, sono stati già fatti molti sforzi ed è indispensabile individuare soluzioni comuni a fronte di quadri normativi molti differenti tra di loro. I risultati ottenuti si sono resi possibili dalla disponibilità al confronto dei vari Stati. La creazione di uno spazio comune per la garanzia dei diritti di tutti è necessaria", ha chiarito il capo dello Stato.

Mattarella: "Ora le riforme"

Rivolgendosi alla ministra Cartabia, il presidente Mattarella ha voluto quindi richiamare l'attenzione sulla necessità di riformare anche la Giustizia italiana, dopo questo passo fatto verso l'Ue:

"La guida del ministero della Giustizia è sempre di importanza primaria nella vita delle istituzioni del nostro Paese e lo è particolarmente in questo periodo, sia per gli adempimenti nell’ambito del Recovery plan sul settore della giustizia, sia per quanto riguarda le attese di necessari e importanti interventi riformatori oggetto di confronto in Parlamento", è stata l'esortazione di Mattarella.

La sfida della Procura europea

Per il ministro Cartabia, la "vera sfida della Procura europea quale istituzione a tutela dello Stato di diritto" sarà giocata tutta "sulla capacità di sviluppare una virtuosa sinergia, una capacità di leale cooperazione e di reciprocità tra tutte le autorità coinvolte.

Per la titolare della Giustizia "il rispetto di tali principi, che costituiscono presupposti ineludibili dell’intero sistema istituzionale europeo" dovrà essere "condizione indispensabile per sciogliere tutti i nodi e tutti i possibili intrecci e le sovrapposizioni di competenze che inevitabilmente l’immissione della nuova struttura potrà determinare".

© REUTERS / Pool / Guglielmo MangiapaneMarta Cartabia, ministra della Giustizia
Italia dice sì alla Procura europea, Mattarella a Cartabia: Necessarie riforme importanti - Sputnik Italia, 1920, 23.03.2021
Marta Cartabia, ministra della Giustizia

Non mancano tuttavia le difficoltà, come puntualizzato dallo stesso ministro e da alcuni altri membri del Csm, legati prevalentemente a motivi di carattere organizzativo e di reperimento delle risorse:

"Su un altro piano, non si possono sottacere alcune, oggettive, difficoltà organizzative, relative all’esigenza di maggiori risorse umane e materiali. Il ministero non mancherà, naturalmente, di offrire a tal fine il suo contributo, con mirati reclutamenti di personale e con il sostegno prioritario alle sedi distrettuali in cui si incardineranno i procuratori europei delegati", ha concluso.

Che cos'è la Procura europea

La Procura europea è un organismo indipendente ideato nel 2017 ma ancora non operativo, il cui scopo è quello di perseguire davanti ai tribunali degli Stati membri i reati che danneggiano gli interessi finanziari dell'Ue.

Tra questi, particolare attenzione verrà prestata al riciclaggio, alla frode, alla corruzione, e alle frodi Iva transfrontaliere di entità superiore ai 10 milioni di euro.

Ad oggi sono 22 gli stati che hanno deciso di aderirvi. L'Italia, da parte sua, avrà un ruolo importante con 20 magistrati che si occuperanno della persecuzione dei reati oggetto di interesse in 9 diverse sedi.

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