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Draghi: "Fermare con i fondi Ue il divario tra Nord e Sud è obiettivo primario del governo"

© REUTERS / Alberto PizzoliIl presidente del Consiglio Mario Draghi al Senato
Il presidente del Consiglio Mario Draghi al Senato - Sputnik Italia, 1920, 23.03.2021
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Il Presidente del Consiglio, Mario Draghi, è intervenuto in videoconferenza all'iniziativa “SUD - Progetti per ripartire”, promossa dal Ministro per il Sud e la Coesione territoriale, Mara Carfagna.

I fondi del europei serviranno a favorire la coesione territoriale al fine di superare il divario tra Mezzogiorno e Centro Nord. Lo ha dichiarato oggi il premier Mario Draghi intervenendo all'iniziativa “SUD - Progetti per ripartire”, un confronto sul Sud e sul programma Next Generation Ue organizzato dalla ministra per il Sud, Mara Carfagna. 

L'Italia riceverà 191,5 miliardi di euro da spendere entro il 2026 nel quadri del progetto "Next Generation EU". Rafforzare la coesione territoriale in Europa e favorire la transizione digitale ed ecologia sono alcuni dei suoi obiettivi.

"Divenire capaci di spendere questi fondi e di farlo bene è obiettivo primario di questo governo. Vogliamo fermare l'allargamento del divario e dirigere questi fondi in particolare verse donne e i giovani", afferma il premier. 

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Con il Next Generation Plan il Paese ha per la prima volta l'occasione di aumentare la spesa in infrastrutture fisiche e digitali, nelle fonti di energia sostenibili. Questo permetterà di investire al Sud facendo ripartire il processo di convergenza tra Mezzogiorno e Centro Nord che è fermo da decenni, anzi dagli inizi degli anni '70 ad ora è grandemente peggiorato", spiega Draghi, snocciolando alcuni dati relativi al gap che divide in due l'Italia. 

Nel Meridione il prodotto per persona è passato dal 65% al 55% del Centro Nord e tra il 2008 e il 2018 si è verificato un processo di disinvestimento, ovvero di riduzione della spesa pubblica nel Mezzogiorno. 

In dieci anni il volume degli investimenti pubblici al Sud si è più che dimezzato passando da 21 a poco più di 10 miliardi. 

Ostacoli per la ripartenza

Il presidente del Consiglio ha osservato che le risorse del Next Generation Plan, a cui vanno aggiunti 96 miliardi di fondi per la coesione a disposizione per il Sud nei prossimi anni, "non portano necessariamente alla ripartenza del Mezzogiorno".

Draghi individua due problemi, "uno nell'utilizzo dei fondi europei" e l'altro nella "capacità di completamento delle opere pubbliche".

Solo il 6,7% dei 47 miliardi programmati nel fondo per lo sviluppo e la coesione dal 2014 al 2020, pari a poco più di 3 miliardi, è stato speso alla fine dello scorso anno. A questa incapacità di investire si somma quella di portare a compimento le opere su cui sono stati investiti i soldi pubblici.

"Nel 2017 in Italia erano state avviate ma non completate 647 le opere pubbliche, in oltre due terzi dei casi nemmeno arrivate a metà, il 70% di queste opere non completate è collocato al Sud per un valore di 2 miliardi", ha spiegato Draghi. 

L'obiettivo primario del governo è dunque quello di riuscire ad investire bene questi fondi, un "passo verso il recupero della fiducia nella legalità e nelle istituzioni".

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