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Myanmar, Borrell annuncia sanzioni contro "undici persone coinvolte nel colpo di Stato"

© AP Photo / Francisco SecoL'Alto Rappresentante per gli Affari Esteri e la Sicurezza dell’Unione Europea, Joseph Borrell
L'Alto Rappresentante per gli Affari Esteri e la Sicurezza dell’Unione Europea, Joseph Borrell - Sputnik Italia, 1920, 22.03.2021
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Il capo della diplomazia dell'Ue ha annunciato che le misure coinvolgeranno soggetti direttamente coinvolti nella presa di potere nello Stato dell'Indocina.

L'Unione europea è pronta a sanzionare diversi soggetti direttamente coinvolti nel colpo di stato avvenuto ad inizio mese di febbraio in Myanmar.

Ad annunciarlo, all'arrivo al Consiglio Esteri dell'Unione, è l'Alto rappresentante dell'Ue, Josep Borrell:

'"Sanzioneremo undici persone coinvolte nel colpo di Stato e nella repressione dei manifestanti", sono state le parole di Borrell.

A quanto si apprende, i capi delle diplomazie dei 27 Paesi membri del blocco daranno il via anche a altre misure restrittive per le violazioni dei diritti umani. 

Il colpo di stato in Myanmar

Il Myanmar è teatro di proteste di massa contro il colpo di stato militare dall'arresto del consigliere di Stato Aung San Suu Kyi, del presidente Win Myint e di altri alti funzionari avvenuti all’inizio del mese di febbraio. 

I militari hanno accusato il capo del governo deposto Aung San Suu Kyi e la sua Lega Nazionale per la Democrazia di frode elettorale e hanno promesso di tenere elezioni eque il prossimo anno.

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A partire dal 28 febbraio, le autorità militari del Myanmar hanno adottato una strategia più dura per reprimere le proteste: oltre a gas lacrimogeni, idranti e proiettili di gomma, la polizia e il personale militare hanno iniziato a utilizzare armi da fuoco.

Le autorità hanno anche inviato unità militari con esperienza di combattimento contro eserciti ribelli etnici che operano negli stati confinanti del Paese, incluso il Rakhine, per interrompere le manifestazioni.

Le manifestazioni di massa contro il colpo di stato si svolgono ininterrottamente dal primo di febbraio nella capitale e nelle maggiori città del Myanmar. Oltre il 70% dei dipendenti pubblici, compresi gli operatori sanitari, ha aderito alla campagna di disobbedienza civile alle autorità, lasciando i posti di lavoro.

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