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Giornata mondiale dell’acqua, in Italia è emergenza per la gestione idrica

Diga - Sputnik Italia, 1920, 22.03.2021
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L'allarme sull'"oro blu" è stato lanciato dall’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del territorio e acque irrigue (Anbi), sollecitando maggior impegno a difesa dell’ambiente e del territorio. Anche Confragricoltura invita a intervenire su una rete idrica giudicata in pessime condizioni.

In occasione della Giornata mondiale dell’acqua, istituita dall'Onu nel 1991, il presidente dell’Anbi, Francesco Vincenzi, denuncia la difficoltà della rete idrica nazionale a trattenere acqua piovana.

"In Italia non dobbiamo compiere il miracolo di trasformare il deserto in una terra florida, bensì dobbiamo utilizzare al meglio i talenti affidatici con un territorio straordinario, che va altresì difeso dalla minaccia dell'aridità", ha detto Vincenzi.

Perché, se ogni anno in Italia cadono 1000 millimetri di pioggia, pari ad un volume complessivo di circa 300 miliardi di metri cubi, oltre la metà, però, viene restituita in atmosfera attraverso l’evapotraspirazione; si calcola, quindi, che il patrimonio idrico potenzialmente a disposizione sia di circa 110 miliardi di metri cubi, di cui solo 53 miliardi realmente utilizzabili”.

“Di questa ricchezza riusciamo, però, a trattenere solo 5,8 miliardi, cioè circa l’11%. Il talento che dobbiamo sviluppare è aumentare tale percentuale”, ha sottolineato il presidente dell’Anbi.

Nel 1971, ricorda l’Anbi, la Conferenza Nazionale delle Acque aveva indicato in almeno 17 miliardi di metri cubi la necessità di invaso necessaria a soddisfare le esigenze del Paese al 1980; oggi, secondo i dati del Comitato Italiano Grandi Dighe, tale capacità ammonta a 13,7 miliardi di metri cubi, di cui però è autorizzato l’uso di solo 11,9 miliardi.

Confagricoltura: rete idrica "in pessime condizioni"

Anche Confagricoltura ha sollecitato l’intervento sull’intera rete idrica nazionale, che "dopo trent’anni di abbandono è in pessime condizioni”.

“Nel nostro Paese solo l’11% dell’acqua piovana viene trattenuta. E’ necessario costruire nuovi invasi, rinnovare i sistemi irrigui, sanare la rete dell’acqua potabile che perde il 42% tra quella immessa e quella erogata. Per Confagricoltura sono queste le priorità su cui intervenire", si legge in una nota, ricordando che "l’Italia è al terzultimo posto nella classifica europea per investimenti nel settore idrico: solo 40 euro per abitante l’anno, contro una media europea di 100 euro".

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