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Banche, 2,7 milioni di italiani rischiano il default entro giugno

© Sputnik . Anton Denisov / Vai alla galleria fotograficaEuro
Euro - Sputnik Italia, 1920, 22.03.2021
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Qualora il governo non dovesse trovare la quadra, la scadenza delle moratorie potrebbe determinare il dissesto economico di milioni di privati cittadini ed imprese.

Con l'arrivo della fine di giugno e la scadenza delle moratorie su quasi 300 miliardi di euro di prestiti bancari, 2,7 milioni di imprese e famiglie italiane potrebbero trovarsi sull'orlo del fallimento.

A lanciare l'allarme è la Fabi (Federazione Autonoma Bancari Italiani), che precisa come tale circostanza si verrebbe a determinare in base alle nuove norme dell'Eba (Autorità bancaria europea).

"Le norme europee sui crediti deteriorati sono entrate in vigore a gennaio scorso, ma il governo, tra le pieghe normative è riuscito a estendere la sospensione dei prestiti fino al prossimo giugno, con una norma inserita nella legge di bilancio per il 2021: ulteriori rinvii per l'applicazione delle Linee guida Eba, però, non saranno più possibili. Né sono sufficienti, per evitare il rischio di dissesto finanziario di 2,7 milioni di soggetti, alcuni chiarimenti informali pubblicati recentemente dalla stessa Eba". 

Tali vincoli, in vigore sin dal gennaio scorso, prevedono l'applicazione di nuove, stringenti regole sulla gestione dei prestiti non performanti. Così, si stima che una quota significativa dei soggetti con rate attualmente sospese ma in situazione di impossibilità di saldare gli arretrati, possa essere classificata dagli istituti bancari in posizione di default.

Il Governo italiano ha dunque a disposizione circa 100 giorni per lavorare sull'ultima proroga introdotta alla norma del Cura Italia, che all'inizio della pandemia ha permesso di congelare le rate dei finanziamenti di 1,3 milioni di aziende per 198 miliardi e di 1,4 milioni di cittadini per 95 miliardi: in totale, oltre 293 miliardi.

Euro - Sputnik Italia, 1920, 21.03.2021
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Il crollo del Pil italiano nel 2020

Ad inizio mese l'Istat ha pubblicato un rapporto, il quale indica come nel corso del 2020 il Pil italiano sia diminuito dell’8,9% con un prezzo di mercato pari a 1.651.595 milioni di euro correnti, mentre il rapporto deficit/Pil è arrivato al 9,5% dopo l'1,6% del 2019. 

La caduta del Prodotto interno lordo e l'impatto delle misure d'emergenza Covid fanno correre il debito, che ha raggiunto quota 2.569.258 milioni, cioè il 155,6% del Pil, contro il 134,6% del 2019.

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