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Bolivia, prorogata di 6 mesi la detenzione dell'ex presidente ad interim Jeanine Anez

© AP Photo / Juan KaritaJeanine Anez
Jeanine Anez - Sputnik Italia, 1920, 21.03.2021
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La detenzione di quattro mesi dell'ex presidente ad interim della Bolivia Jeanine Anez nell'ambito di un'inchiesta per colpo di stato è stata prorogata a sei mesi, riporta il quotidiano El Deber con riferimento al provvedimento del tribunale.

All'inizio di questo mese la Anez è stata arrestata col sospetto di terrorismo e cospirazione legati a quello che gli investigatori considerano un colpo di stato che ha portato alle dimissioni dell'ex presidente boliviano Evo Morales. Successivamente la Anez ha annunciato che le erano stati dati 4 mesi di custodia cautelare in attesa del processo.

Anche due ex membri del governo provvisorio di Anez, l'ex ministro della Giustizia Alvaro Coimbra e l'ex ministro dell'Energia Rodrigo Guzman, sono stati arrestati nell'ambito della stessa indagine.

Il giornale El Deber ha riportato in questo fine settimana che la detenzione di Anez è stata prorogata a sei mesi. Lo stesso provvedimento è valido anche per gli altri indagati Coimbra e Guzman.

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L'ABI ha riferito sabato che la Anez non sarebbe stata trasferita in ospedale e avrebbe ricevuto tutte le cure necessarie in carcere. All'ex presidente saranno consentite le visite di un parente stretto e di un medico.

All'inizio di questa settimana l'avvocato della Anez aveva chiesto il suo ricovero in ospedale per la sua assistita per problemi di pressione alta. 

La Anez ha scritto una lettera invitando l'Organizzazione degli Stati americani (OAS), così come l'Unione Europea, a inviare una missione di osservatori in Bolivia per esaminare quella che ha definito come "una persecuzione politica illegale" contraria alle norme internazionali.

Reagendo all'arresto del politico, organizzazioni per i diritti umani e l'OAS hanno stigmatizzato l'arresto come persecuzione politica e hanno chiesto una riforma del sistema giudiziario della Bolivia, la creazione di una commissione internazionale sotto l'ONU e l'OAS per esaminare la corruzione nel governo boliviano e l'apertura di un'inchiesta su possibili crimini contro l'umanità presso la Corte Penale Internazionale.

Il ministro della Giustizia boliviano Ivan Lima ha dichiarato a Sputnik che il suo Paese è disposto a portare in tribunale il segretario generale dell'Organizzazione degli Stati americani (OAS) Luis Almagro, per ingerenza nella politica interna, orchestrando così la crisi politica del 2019.

Nel novembre 2019 Evo Morales si era dimesso da presidente ed aveva lasciato la Bolivia sotto la pressione dei militari, dopo che l'opposizione boliviana, guidata da Carlos Mesa, ha affermato che c'erano state violazioni sistemiche durante il voto dell'ottobre 2019. Dopo Morales anche altri funzionari di spicco della Bolivia avevano rassegnato le dimissioni.

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Evo Morales

Dopo l'allontanamento di Morales, Jeanine Anez diventò presidente ad interim. Morales ha definito gli eventi un colpo di stato. Da presidente Anez ha organizzato nuove elezioni, avvenute il 18 ottobre 2020, da cui è uscito vincitore Luis Arce del Movimento per il Socialismo (MAS) dell'ex capo di Stato Morales. Quest'ultimo ha reagito alla vittoria di Arce dicendo che il popolo boliviano è riuscito a riconquistare il potere politico attraverso la democrazia. L'ex presidente è tornato in Bolivia nel novembre 2020.

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