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Spostamento tra regioni e verso le seconde case: nuove regole regionali fino a Pasqua

© Foto : Evgeny UtkinLe case con i balconi in Italia
Le case con i balconi in Italia - Sputnik Italia, 1920, 19.03.2021
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Nonostante le disposizioni del governo sugli spostamenti verso la seconda casa, alcune regioni chiudono l'ingresso ai non residenti in vista del picco di spostamenti previsto per Pasqua.

Allo scopo di limitare il più possibile la diffusione del coronavirus, a partire dal 9 marzo 2020 il governo italiano ha emanato diversi decreti riguardanti lo spostamento di persone all'interno del territorio italiano, specialmente le regolazioni sulla possibilità di spostarsi tra regioni.

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Il Dpcm del 6 marzo 2021 ha visto l'Italia nuovamente divisa nelle tre zone: gialla, arancione e rossa (aggiuntasi anche una quarta zona bianca per la Sardegna), con divieto di spostamento tra regioni anche per le zone gialle, salvo comprovati motivi e esigenze.

Il decreto, in vigore fino al 27 marzo, consente però lo spostamento verso le seconde case delle fasce gialle e arancioni (categorico il divieto di spostamento delle regioni rosse).

Nonostante queste iniziali disposizioni da Roma, i governatori di alcune regioni hanno deciso di bloccare l'ingresso ai non residenti in via precauzionale prima del periodo pasquale, per contenere il rischio di diffusione del virus.

Al momento, soltanto 3 regioni hanno apportato questi cambiamenti:

La Val d'Aosta ha vietato l'ingresso ai non residenti con un'ordinanza del 13 marzo, sempre escluse le comprovate esigenze lavorative, di salute o necessità.

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La Sardegna, al momento unica regione italiana in fascia bianca, ha similmente limitato l'ingresso di non residenti per raggiungere le seconde case (l'isola ne conta all'incirca 300mila), aggiungendo l'obbligo di certificazione di vaccinazione o di tampone negativo al coronavirus previa ingresso.

L'Alto Adige proroga la chiusura regionale fino al 6 aprile. Sussistono forti restrizioni di spostamenti dentro e tra i comuni altoatesini, con alberghi e altre strutture ancora chiusi, come spiega il governatore Arno Kompatscher. "Non sarebbe quindi corretto consentire a chi vive in altre Regioni di raggiungere la seconda casa in Alto Adige", ha ribadito.

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