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“Minacciata la stabilità globale”: Incontro al veleno tra Cina e Stati Uniti in Alaska

© REUTERS / Hyungwon KangBandiere di Cina e Stati Uniti
Bandiere di Cina e Stati Uniti - Sputnik Italia, 1920, 19.03.2021
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Scambio di accuse simmetrico ieri ad Anchorage, in Alaska, all’apertura di due giorni di incontri tra i massimi funzionari di Pechino e Washington.

Ha iniziato il segretario di Stato americano Antony Blinken in apertura affermando che gli Stati Uniti avrebbero discusso le proprie “profonde preoccupazioni per le azioni della Cina, inclusa la questione dello Xinjiang", dove Washington ha accusato Pechino di "genocidio" contro i musulmani uiguri.

Le azioni della Cina "minacciano l'ordine basato sulle regole che mantengono la stabilità globale", ha detto Blinken di fronte al massimo funzionario diplomatico del Partito comunista cinese, Yang Jiechi, e Il ministro degli Esteri Wang Yi, preannunciando l’intenzione di discutere anche le questioni Hong Kong, Taiwan, degli attacchi informatici agli Stati Uniti e della “coercizione economica” nei confronti degli alleati degli Stati Uniti.

© AP Photo / Susan WalshIl Segretario di Stato USA Anthony Blinken
“Minacciata la stabilità globale”: Incontro al veleno tra Cina e Stati Uniti in Alaska - Sputnik Italia, 1920, 19.03.2021
Il Segretario di Stato USA Anthony Blinken
Il consigliere per la sicurezza nazionale dell’Amministrazione Biden, Jake Sullivan, ha aggiunto che gli Stati Uniti non vogliono un conflitto con la Cina, ed anzi accolgono con favore una dura concorrenza, ma saranno sempre pronti a “difendere i nostri principi per il nostro popolo e per i nostri amici", ha detto.

La risposta cinese

La risposta di Yang è stata uguale e contraria. Il massimo rappresentante del partito ha infatti a sua volta accusato gli Stati Uniti di usare la propria potenza militare e supremazia finanziaria per destabilizzare e fare pressione sui Paesi non allineati minacciando l’intero futuro del commercio internazionale.

Yang ha inoltre specificato che Xinjiang, Hong Kong e Taiwan sono tutte parti inseparabili del territorio cinese e la Cina si oppone fermamente all'interferenza degli Stati Uniti nei suoi affari interni.

Piuttosto gli Stati Uniti farebbero bene a pensare ai propri di problemi riguardo ai diritti umani, considerando il punto così basso cui sono arrivate le relazioni con le minoranze etniche nel Paese, ha fatto notare il diplomatico.

Come Sullivan, anche Yang ha infine aggiunto che tuttavia la Cina non cerca conflitti con gli Stati Uniti.

"Il modo in cui vediamo il rapporto con gli Stati Uniti è come ha già descritto il presidente Xi Jinping, cioè speriamo di non vedere alcun confronto, alcun conflitto, vogliamo solo rispetto reciproco e cooperazione vantaggiosa per tutti".

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