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Ita (ex Alitalia), Giorgetti chiede di non ostacolare decollo della newco

© AFP 2021 / Tiziana Fabi Giancarlo Giorgetti, nuovo Ministro dello Sviluppo Economico
 Giancarlo Giorgetti, nuovo Ministro dello Sviluppo Economico - Sputnik Italia, 1920, 19.03.2021
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Il ministro Giancarlo Giorgetti avverte chi rema contro la nascita di Ita (ex Alitalia) affermando che costoro sono contrari agli interessi dell'Italia.

Il Ministro dello sviluppo economico Giancarlo Giorgetti coglie l’occasione della visita del Ministro dell’economia francese Bruno Le Maire, per tornare sul caso Alitalia, che per volere dell’Europa dovrà chiamarsi diversamente e quindi Ita. Lo riporta l'Ansa.

Giorgetti afferma che la Commissione Europea non ostacolerà la nascita della nuova compagnia e che ciò avverrà verosimilmente entro l’estate, compatibilmente con la ripresa dei viaggi aerei.

Il ministro italiano lancia però un messaggio a chi rema contro la nascita del nuovo soggetto: “Chi non contribuisce a far partire Ita in tempi utili lavora contro gli interessi di Ita, dei lavoratori e dell’Italia”.

Giorgetti ha anche ricordato che “la nostra industria non può essere oggetto di politiche predatorie rispetto alla tecnologia di cui disponiamo”.

L’incontro tra i due ministri ha avuto come tema centrale proprio la cooperazione industriale in Europa e la cooperazione trilaterale tra Italia, Francia e Germania, oltre alle priorità della Presidenza italiana del G20.

Questione rete Internet nazionale

“Non è accettabile che ci sono ragazzi che non possono accedere all’istruzione perché qualcuno non ha portato la fibra a casa loro”, dice il ministro Giorgetti, riferendosi alla rete unica nazionale che non riesce a concretizzarsi per veti contrapposti.

“Il progetto societario di rete unica ha avuto dei ritardi, se va in porto rapidamente e offre risposte efficienti a queste esigenze è sicuramente una cosa accettabile, ma se invece è qualche cosa che ostacola, rallenta o impedisce il raggiungimento di questi obiettivi diventa un problema”, conclude

Sull’argomento ieri era intervenuto anche il ministro per la transizione digitale Colao, il quale ritiene che l’Italia possa raggiungere l’obiettivo di un paese completamente digitale entro il 2026, ma a patto che chi deve unificare la rete nazionale lo faccia in tempi assai brevi.

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