Registrazione avvenuta con successo!
Per favore, clicca sul link trasmesso nel messaggio inviato a

Ponte sullo Stretto, governo Draghi rimanda. Navarra: "Progetto utile all'Italia, daremo battaglia"

CC BY-SA 3.0 / MarcoCrupi / Lo stretto di Messina
Lo stretto di Messina - Sputnik Italia, 1920, 17.03.2021
Seguici su
Dinnanzi alle perplessità riguardo l'opera mostrate dal ministro Carfagna in audizione Commissione Bilancio, il senatore Navarra ha messo in evidenza la strategicità per il ruolo del Paese nel Mediterraneo.

Il Ponte sullo Stretto di Messina "s'ha da fare" e si deve fare subito. La pensa così il senatore messinese Pietro Navarra, intervenuto ieri in Commissione Bilancio, in occasione dell’audizione della ministra per il Sud e la Coesione Territoriale, Mara Carfagna, sul tema del Recovery Plan.

“Le proposte del Governo per il rilancio del Mezzogiorno non devono limitarsi al necessario recupero dei differenziali di crescita, ma devono basarsi su una visione strategica che riconosca al Mezzogiorno e ai suoi porti il ruolo di hub da e per l’Europa", ha detto. 

Il collegamento terrestre della Sicilia "è un progetto per l’Italia intera affinché possa giocare un ruolo da protagonista nel Mediterraneo”, ha aggiunto. 

Quella del senatore è stata una risposta alle perplessità del ministro Carfagna riguardo l'opera. 

E' di "straordinaria importanza mettere mano subito e senza indugio all’attraversamento stabile e veloce dello Stretto di Messina ma sono emersi elementi di perplessità da parte della ministra Carfagna, che ha definito il progetto una ‘cattedrale nel deserto’ senza il potenziamento dell’alta velocità sulla Salerno-Reggio Calabria. Cambiano i governi e i ministri - ha osservato -ma l’impressione è che la volontà politica di rimandare un progetto fondamentale per lo sviluppo della Sicilia e dell’Italia intera rimanga da decenni sempre la stessa. Noi continueremo a dare battaglia!", ha concluso.

Alleanza trasversale per il Ponte

Intanto in parlamento è nato l'intergruppo "Ponte sullo Stretto. Rilancio e sviluppo italiano che parte dal Sud”, che mette in campo un'insolita alleanza tra Italia Viva, Forza Italia e Lega. Lo si apprende dal Fatto Quotidiano.

I primi firmatari della proposta sono Vono, Faraone, Magorno, Scoma, Sudano, Ungaro (per Italia viva), Barboni, Barachini, Bartolozzi, Berardi, Caligiuri, Cannizzaro, Cesaro, D’Attis, Gallone, Giammanco, Mallegni, Mazzetti, Occhiuto, Papatheu, Paroli, Perosino, Prestigiacomo, Rizzotti, Russo, Schifani, Siclari, Siracusano, Sozzani (per Forza Italia), Furgiuele, Pagano, Pepe, Rixi, Rufa (per la Lega".

In una nota i promotori si definiscono "caratterizzati da percorsi differenti ma animati da un’ambizione condivisa“.

“Nello spirito unitario che contraddistingue il governo Draghi“, scrivono i parlamentari, “come Italia Viva, Forza Italia e Lega abbiamo deciso di condividere questa attività per dare un sostegno concreto alla ripresa dell’economia in un periodo in cui le idee devono riacquistare valore al di là di ideologie per il buon governo dell’Italia”. 

Sull'iniziativa sono intervenuti i senatori del M5S in commissioni Lavori Pubblici, che hanno ironicamente definito l'evento "un fatto importante" perché "sancisce finalmente l’ingresso di Matteo Renzi nell’alleanza-calderone del centrodestra". 

Notizie
0
Prima i più recentiPrima i più vecchi
loader
Per partecipare alla discussione
accedi o registrati
loader
Chats
Заголовок открываемого материала