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Descalzi e Scaroni assolti per la maxitangente in Nigeria: “Il fatto non sussiste”

Eni - Sputnik Italia, 1920, 17.03.2021
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La decisione del Tribunale di Milano sulla vicenda di presunta corruzione che risale al 2011 e che coinvolgeva Eni e Shell.

L'amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi, e l’ex presidente del gruppo petrolifero Paolo Scaroni sono stati assolti nel processo sulla presunta maxitangente pagata nel 2011 dalla compagnia italiana e dall’olandese Shell per mettere le mani sui diritti di esplorazione del giacimento Opl 245, al largo delle coste nigeriane. Secondo il Tribunale di Milano “il fatto non sussiste”.

Sono stati assolti tutti i 15 imputati e le due società che erano finite sotto accusa per responsabilità amministrative.

L’accusa

Secondo l’accusa, quella per i diritti sulla zona del Golfo della Guinea, se confermata sarebbe stata la più grande tangente mai pagata da un’azienda italiana.

  • Su 1,3 miliardi di dollari pagati, 300 milioni di dollari sarebbero andati al governo nigeriano, mentre il resto in mazzette. 
  • La procura aveva chiesto otto anni di carcere per Descalzi e Scaroni, e la confisca in solido a Eni, Shell e agli altri imputati di 1,92 miliardi di dollari, l’equivalente della tangente che sarebbe stata nascosta nel pagamento.
  • Per l’ex ministro del Petrolio nigeriano Dan Etete erano stati chiesti 10 anni.

Il legale di Descalzi: “Restituita reputazione”

"Finalmente a Claudio Descalzi è stata restituita la sua reputazione professionale e a Eni il suo ruolo di grande azienda”, ha commentato l'avvocato Paola Severino, difensore dell'ad di Eni.

"Il Tribunale ha ritenuto quello che abbiamo ritenuto noi difensori nel processo, cioè che non c'erano elementi solidi per sostenere l'accusa”, ha detto a sua volta l'avvocato Giovanni De Castiglione, difensore di Scaroni aggiungendo che si tratta della "logica conseguenza di un processo che è andato in un certo modo, riacquistando la centralità del dibattimento".
© Sputnik / Vai alla galleria fotograficaСlaudio Descalzi
Descalzi e Scaroni assolti per la maxitangente in Nigeria: “Il fatto non sussiste” - Sputnik Italia, 1920, 17.03.2021
Сlaudio Descalzi

La vicenda

Per la Procura di Milano il pagamento da 1,3 miliardi di dollari di Eni e Shell nel 2011 per ottenere la licenzia di sfruttamento del giacimento Opl-245 sarebbe stata la copertura per una maxi tangente da 1,92 miliardi destinata a componenti del governo nigeriano.

La tangente, sempre secondo la ricostruzione, avrebbe consentito di ottenere l’autorizzazione “senza gara”.

Scaroni, all’epoca numero uno di Eni, aveva dato "il placet all'intermediazione di Obi", uno dei presunti intermediari nigeriani, e lo stesso Scaroni e Descalzi avrebbero poi avuto un incontro con il presidente del governo nigeriano Goodluck Jonathan "per definire l'affare".

© Sputnik / Vai alla galleria fotograficaPaolo Scaroni
Descalzi e Scaroni assolti per la maxitangente in Nigeria: “Il fatto non sussiste” - Sputnik Italia, 1920, 17.03.2021
Paolo Scaroni

L'intera somma di denaro sarebbe stata bonificata su un conto londinese intestato al governo nigeriano per poi essere interamente girata, nel giro di pochi giorni alla Malubu, società privata di Etete, utilizzata come "veicolo" della maxi tangente.

Il blocco petrolifero OPL245 è situato in acque profonde, circa mille metri, a largo del delta del Niger.

Eni e Shell nel corso della difesa hanno dichiarato di aver investito per il giacimento circa 2,350 miliardi senza aver ancora estratto una “goccia” di petrolio.

Si tratta, secondo Eni, non di “un diritto di sfruttamento di un giacimento, ma una opportunità esplorativa, che ha richiesto significativi investimenti”.

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