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Il premier bulgaro rivela: all'inizio la UE ci ha chiesto di rifiutare vaccini russi e cinesi

© AFP 2021 / Nikolay DoychinovIl primo ministro bulgaro Bojko Borisov
Il primo ministro bulgaro Bojko Borisov - Sputnik Italia, 1920, 16.03.2021
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Il primo ministro bulgaro Boyko Borisov ha affermato che l'amministrazione dell'Unione Europea ha raccomandato ai paesi membri di astenersi dall'acquisto di vaccini anti-COVID sviluppati in Russia e Cina e comprare i farmaci occidentali.

Il premier bulgaro ha dichiarato in una conferenza stampa sugli esiti del vertice tra i capi di governo di Austria, Slovenia, Repubblica Ceca e Bulgaria che Bruxelles ha suggerito ai paesi membri dell'UE di acquistare i vaccini anti-COVID occidentali, rifiutando quelli sviluppati in Russia e Cina.

Borisov ha raccontato che i capi di Stato e governo dell'UE inizialmente si erano messi d'accordo sull'equa distribuzione di vaccini pro capite nell'Unione. Tuttavia, in seguito è emerso che la sorte delle consegne è stata decisa dal Comitato direttivo dell'UE sui vaccini.

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"Abbiamo ordinato diversi milioni di dosi dei vaccini a noi proposti, ma nessun produttore rispetta i propri obblighi contrattuali", ha detto Borisov.

"Noi tutti abbiamo iniziato ad usare i vaccini contemporaneamente. Ci hanno detto che i paesi dell'UE dovrebbero rifiutare vaccini cinesi e russi e che noi dovremmo acquistare vaccini AstraZeneca, Pfizer, Johnson & Johnson e Moderna", ha osservato il premier bulgaro, parlando alla conferenza stampa a Vienna.

Strategia a due velocità

Ad avviso del politico bulgaro, stando così la situazione a maggio alcuni paesi europei potrebbero aver completato l'immunizzazione mentre altri saranno indietro.

Lo scorso 12 marzo il cancelliere austriaco Sebastian Kurz ha denunciato "la distribuzione non uniforme" dei vaccini tra i paesi membri dell'UE. In seguito Austria, Repubblica Ceca, Slovenia, Bulgaria e Lettonia hanno invitato Bruxelles ad organizzare una riunione dei leader dell'UE sulla distribuzione non uniforme dei vaccini tra i paesi europei. Una lettera con tale richiesta è stata inviata alla presidente della Commissione Europea Ursula Von Der Leyen e al presidente del Consiglio Europeo Charles Michel.

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