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Covid, scoperta in Francia una nuova variante "bretone"

© AFP 2021 / ANNE-CHRISTINE POUJOULATCampagna di vaccinazione in Francia, 2 marzo 2021
Campagna di vaccinazione in Francia, 2 marzo 2021 - Sputnik Italia, 1920, 16.03.2021
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Lo ha annunciato questo lunedì la Direzione generale della sanità (DGS) ha annunciato questo lunedì, specificando l'esistenza di indagini in corso per valutare la trasmissibilità e gravità del ceppo mutato.

Una nuova variante di coronavirus è stata scoperta nella Bretagna, in Francia.  Lo ha annunciato il ministero della Salute francese questo lunedì, sottolineando che l'analisi iniziale non ha mostrato maggiore trasmissibilità o pericolosità del nuovo ceppo rispetto agli altri. 

Tuttavia la Direzione generale della sanità (DGS) ha inserito la mutazione nella categoria "da monitorare", che comprende la maggior parte delle migliaia di varianti che compaiono naturalmente nel mondo.

Cluster a Lannion

Le autorità sanitarie hanno rilevato per la prima volta in Bretagna diversi casi di pazienti che presentavano sintomi di Covid ma con PCR negativo. Tutti i casi erano legati al cluster dell'ospedale di Lannion (Côtes d'Armor). Il 13 marzo sono stati identificati 79 casi, inclusi otto portatori della variante, confermati dal sequenziamento.

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Le analisi condotte dall'Istituto Pasteur hanno rivelato "una nuova variante portatrice di nove mutazioni nella regione codificante per la proteina S ma anche in altre regioni virali", ha specificato il DGS in un messaggio agli operatori sanitari.

"È in corso una valutazione per stimare il possibile impatto di queste modificazioni genetiche su un mancato riconoscimento da parte dei test virologici che portano a una sotto-diagnosi", prosegue.

"Le prime analisi di questa nuova variante non consentono di concludere né una gravità né una trasmissibilità accresciuta rispetto al virus storico", indica un altro comunicato della DGS lunedì sera, aggiungendo che "sono in corso approfondimenti per meglio conoscere questa variante ”.

Le varianti nel Sars-CoV-2

In questo momento sono tre le varianti che creano maggiore preoccupazione, la cosiddetta variante britannica, la sudafricana e la brasiliana. 

Esiste però una una seconda categoria di varianti, monitorate dalla comunità scientifica internazionale per le loro caratteristiche genetiche potenzialmente problematiche ma che circolano ancora solo su scala minore.

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