Registrazione avvenuta con successo!
Per favore, clicca sul link trasmesso nel messaggio inviato a

Curiosità: parti del corpo che l’uomo non usa più

© Foto : PixabayModello di teschio umano
Modello di teschio umano - Sputnik Italia, 1920, 15.03.2021
Seguici su
Alcune parti del corpo umano hanno perso la loro funzionalità alcuni milioni di anni fa.

Il fatto che si siano conservate viene spiegato da alcuni ricercatori con il processo evolutivo, altri pensano che siano legate a particolarità dello sviluppo embrionali, altri ancora invece stanno tentando di trovare delle possibili loro applicazioni. In questo approfondimento analizziamo più da vicino questa stranezza dell’organismo umano.

Muscolo palmare lungo

Unite il mignolo al pollice e piegate la mano verso il polso. Probabilmente vedrete al di sotto del palmo una protrusione. È il cosiddetto muscolo palmare lungo che aiuta il corpo ad afferrare rami oscillanti e ad arrampicarsi agilmente sugli alberi. Per gli animali che vivono in natura è un muscolo indispensabile e proprio grazie a questo muscolo i primati si sono nel tempo dotati di arti così forti.

Tuttavia, per l’uomo questo muscolo ha perso la sua utilità circa 3,2 milioni di anni fa quando i nostri antenati si spostarono dalle foreste nella savana e cominciarono a camminare in posizione eretta. La maggior parte degli uomini oggi presenta un’atrofia di questo muscolo, mentre in alcuni (circa il 15% della popolazione terrestre) è del tutto scomparso.

Comunque il numero di coloro che non possiede il Musculus palmaris longus può variare a seconda dei diversi gruppi umani dall’1,5% al 63,9%. È più frequente trovare possessori di questo muscolo tra gli abitanti dello Zimbabwe (98,5%), mentre è meno diffuso tra i turchi (36,1) e gli egiziani (49,2). Inoltre, è più presente negli uomini che nelle donne.

Si ritiene che oggi il Musculus palmaris longus non influisca affatto sulla mobilità degli arti superiori. Tuttavia, si registrano evidenze del fatto che i pianisti professionisti dotati di questo muscolo soffrono meno di stanchezza degli arti dopo lunghe sessioni di pratica.

Protrusione di Darwin

In L’origine dell’uomo e la selezione sessuale Charles Darwin descrive una piccola protrusione spiraliforme dislocata nel padiglione auricolare di alcuni soggetti. Non vi sarebbe alcun beneficio pratico correlato ad essa, ma ai nostri più antenati consentiva di muovere le orecchie e allungare verso il suono soltanto l’orecchio più vicino e non tutta la testa. Dunque, conclude Darwin nell’opera, questa vestigia è un’ulteriore prova a favore della teoria dell’evoluzione.

Чистка ушей ватной палочкой - Sputnik Italia, 1920, 16.02.2021
Ronzio alle orecchie? Ecco i rischi che potrebbero nascondersi
Questa protrusione fu chiamata, in onore dello scienziato, tubercolo di Darwin.

Secondo i dati più recenti il tubercolo si registra nel 10-40% della popolazione. Il gruppo più nutrito di possessori del tubercolo è quello degli indiani, anzitutto maschi. In altre popolazioni invece non si è registrata questa correlazione.

È interessante che, qualora i tubercoli siano presenti in entrambe le orecchie, differiscono di norme per forma e dimensioni. Secondo gli scienziati questo è sintomo del fatto che l’orecchio umano è un organo unico nel suo genere e può essere sfruttato per l’identificazione della persona così come avviene per le impronte digitali.

Terza palpebra

L’uomo presenta due palpebre (una superiore e una inferiore), ma nell’angolo interno dell’occhio è presente una terza palpebra atrofizzata (la plica semilunare). È un residuo della cosiddetta membrana nittitante. Alcuni milioni di anni fa i nostri antenati presentavano anche questa membrana che proteggeva gli occhi dalla polvere e dal vento e idratava l’organo della vita.

Oggi la membrana nittitante si osserva nelle aquile, negli uccelli, nei cammelli, nei gatti, negli orsi bianchi e negli embrioni umani. A un certo punto nell’embrione la membrana copre quasi l’integralità dell’occhio, ma poi non va a ricoprire la pupilla lasciando il posto alle palpebre superiore e inferiore. In medicina sono noto due casi di formazione quasi completa della membrana nittitante nell’uomo.

In uno di questi la membrana, un tempo organo estremamente utile, impediva alla bambina di vedere e le fu rimosso.

DNA - Sputnik Italia, 1920, 08.03.2021
Difesa innata: perché alcuni non hanno tumori
Alcuni ritengono che sia presto per considerare la plica semilunare fuori dai giochi. Infatti, la plica ancora oggi svolge due importanti funzioni: idrata l’occhio e lo aiuta a muoversi più efficacemente. Infatti, la pupilla è in grado di effettuare movimenti a 180-200 gradi. Senza la plica quest’angolo di rotazione sarebbe significativamente ridotto.

Capezzoli segreti

Ai tempi di Darwin i capezzoli maschili erano considerati residui di organi un tempo necessari, ma che nel corso del processo evolutivo hanno perso la loro utilità.

Sebbene in casi di seri scompensi ormonali si registrino casi di produzione di latte anche in soggetti umani di sesso maschile, non esiste alcuna teoria consolidata che descriva quale fosse l’utilità dei capezzoli maschili per i nostri antenati. Dopotutto tra i mammiferi non sono note specie in cui ad allattare i cuccioli siano gli esemplari di sesso maschile.

Una delle possibili spiegazioni è legata a una stranezza dello sviluppo embrionale. È noto che nelle prime settimane dopo il concepimento tutto viene determinato dal cromosoma X e proprio in questa fase (circa alla quarta settimana) nel feto cominciano a formarsi i capezzoli. Poi entrano in azione il cromosoma Y (qualora il feto sia di sesso maschile) e il gene SRY responsabile della comparsa dei caratteri sessuali maschili primari. Tuttavia, i capezzoli che all’uomo non serviranno mai nella vita sono già presenti in quella fase.

Tra l’altro proprio le particolarità di questa fase dello sviluppo embrionale spiegano il fenomeno della politelia, ossia la presenza di capezzoli sovrannumerari nell’uomo.

Capelli in piedi

Мужчина с редеющей шевелюрой - Sputnik Italia, 1920, 15.02.2021
Scoperto nuovo metodo per contrastare la caduta dei capelli
Spesso quando ci si spaventa molto o quando si ha freddo viene la pelle d’oca, ossia i peli si rizzano. La reazione di piloerezione è resa possibile dalla muscolatura dei follicoli piliferi.

Durante la preistoria, quando il corpo dei nostri antenati era ricoperto di un folto strato di peli, la piloerezione espletava due importanti funzioni. Anzitutto, proteggeva più a lungo il corpo perché lo strato di peli tratteneva l’aria calda. In secondo luogo, scacciava i predatori. Tuttavia, oggi né una né l’altra funzione sono più necessarie all’uomo.

Notizie
0
Prima i più recentiPrima i più vecchi
loader
Per partecipare alla discussione
accedi o registrati
loader
Chats
Заголовок открываемого материала