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Papa Francesco: “Il mondo non sarà più come prima. Ripartire da ecologia e solidarietà”

© REUTERS / Giampiero SpositoIl Papa andrà presto a Washington tra le polemiche più aspre.
Il Papa andrà presto a Washington tra le polemiche più aspre.  - Sputnik Italia, 1920, 14.03.2021
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La visione del Pontefice del mondo dopo la pandemia: dalle indicazioni per i potenti del pianeta a quelle per la finanza, che sia etica, fino al ruolo della donna, così centrale per ripartire.

Per Papa Francesco la pandemia, le disuguaglianze, la violenza, la povertà, lo sfruttamento dell’ambiente, sono tutti eventi e dinamiche correlate a cui bisogna rispondere ripartendo da due cardini: l’ecologia e la solidarietà.

È questo l’approccio che il Pontefice ha illustrato nel libro-intervista del vaticanista de La Stampa, Domenico Agasso, di cui oggi il quotidiano torinese pubblica alcuni stralci. Una lunga conversazione sui temi dell’attualità in cui il Papa illustra le sue priorità e dà le indicazioni per il futuro, per rispettare “il Creato”, per una finanza etica e per uscire dalla pandemia tutti insieme.

La Terra, la Casa comune

Un lungo stralcio dell’intervista è dedicato all’ambiente, alla sostenibilità. Per Papa Francesco dopo la pandemia di coronavirus “il mondo non sarà più come prima”.

L’emergenza va risolta con interventi che vadano oltre l’urgenza del momento, perché “la pandemia è un segnale di allarme su cui l’uomo è costretto a riflettere. Questo tempo di prova può così diventare tempo di scelte sagge e lungimiranti per il bene dell’umanità. Di tutta l’umanità”, ha detto.

È centrale per il Pontefice una revisione dei paradigmi decisionali e dei comportamenti, perché “non possiamo più accettare inerti le diseguaglianze e i dissesti nell’ambiente”.

“La via per la salvezza dell’umanità passa attraverso il ripensamento di un nuovo modello di sviluppo, che ponga come indiscutibile la convivenza tra i popoli in armonia con il Creato”.

Il Creato che Francesco chiama la “Casa comune” che non può più essere vista “come un magazzino di risorse da sfruttare, ma un giardino sacro da amare e rispettare, attraverso comportamenti sostenibili”.

Per il Pontefice “se non ci tiriamo su le maniche e non ci prendiamo cura immediatamente della Terra, con scelte personali e politiche radicali, con una svolta economica verso il ‘verde’ e indirizzando in questa direzione le evoluzioni tecnologiche, prima o poi la nostra Casa comune ci butterà fuori dalla finestra. Non possiamo più perdere tempo”.

Un circolo vizioso da spezzare

Papa Francesco si rivolge poi ai governanti, perché “non si può più far finta che non si sia insinuato un circolo drammaticamente vizioso tra violenze armate, povertà e sfruttamento dissennato e indifferente dell’ambiente”. Si tratta di un ciclo £che impedisce la riconciliazione, alimenta le violazioni dei diritti umani e ostacola lo sviluppo sostenibile”.

Una “zizzania planetaria”, la definisce il Papa, da affrontare con una “concordia internazionale” altrimenti “prima o poi finirà che combatteremo l’uno contro l’altro. Distruggeremo definitivamente le nostre terre. Nessuno può sentirsi al sicuro”.

La Finanza

Il Papa non lascia da parte niente, nessun argomento centrale dell’attualità, anche la finanza. E indica la via da seguire per un futuro sostenibile, solidale e inclusivo: “Se un giorno non troppo lontano ci saranno i presupposti per cui ogni operatore investirà seguendo principi etici e responsabili, si otterrà il risultato di limitare il supporto a imprese dannose per l’ambiente e per la pace”, sottolinea.

© REUTERS / REUTERS TVIl Papa Francesco arriva a Baghdad nella prima visita internazionale durante la crisi pandemica
Papa Francesco: “Il mondo non sarà più come prima. Ripartire da ecologia e solidarietà” - Sputnik Italia, 1920, 14.03.2021
Il Papa Francesco arriva a Baghdad nella prima visita internazionale durante la crisi pandemica

Perché oggi, “nello stato in cui versa l’umanità, diventa scandaloso finanziare ancora industrie che non contribuiscono all’inclusione degli esclusi e alla promozione degli ultimi, e che penalizzano il bene comune inquinando il Creato”.

E Francesco indica anche i quattro criteri per scegliere quali imprese sostenere, sono “inclusione degli esclusi, promozione degli ultimi, bene comune e cura del Creato”.

I potenti

Il Pontefice dedica anche un consiglio ai governanti che devono ricostruire “dalle macerie” dopo la pandemia. In questo momento di crisi “è fondamentale amministrare con onestà, trasparenza e lungimiranza”.

Un lavoro che devono fare i potenti, chi governa, ma anche ogni uomo, cercando di “rimuovere le ingiustizie sociali e le emarginazioni”, preparando un futuro “all’insegna della fratellanza umana” e “mettendo a frutto questa lezione, i leader delle nazioni, insieme a chi ha responsabilità sociali, possono guidare i popoli della Terra verso un avvenire più florido e fraterno”.

Il ruolo delle donne

Infine Papa Francesco parla anche delle donne che hanno subito uno dei colpi più duri dalla pandemia: “Le donne hanno urgente bisogno di essere aiutate nella gestione dei figli e non essere

discriminate sul piano retributivo e professionale, o con la perdita del lavoro in quanto donne”.

Per il Pontefice la presenza femminile è “preziosa” e “se saremo bravi a metterle in queste condizioni positive, potranno dare un apporto determinante alla ricostruzione” e ricorda: “Dalla Vergine Maria è nata la salvezza, ecco perché non c’è salvezza senza la donna”.

 

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