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Nuovi poveri d’Italia - Video

© Sputnik . Konstantin MikhalchevskySenzatetto
Senzatetto - Sputnik Italia, 1920, 14.03.2021
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Il Covid ha portato un aumento di povertà assoluta in Italia di un milione di persone, a 5,6 milioni, il 9,4 % della popolazione. Il Nord ha sofferto di più, con percentuali di crescita molto alte (oltre 218 mila famiglie in più, per un totale di 720 mila individui, dove l’incidenza passa da 5,8 % nel 2019 a 7.6 % nel 2020).

Il Mezzogiorno resta l’area dove la povertà è più diffusa con il 9,3%, contro il 5,5% del Centro. E Milano, da capitale dell’economia è diventata la città con il maggior aumento di poveri.

E per questo sono incrementate le code nelle mense dei poveri e nelle diverse associazioni dove distribuiscono i viveri a tutti i bisognosi. Come nella mensa al corso Concordia, che l’Opera San Francesco offre ai poveri dal 1959.  Adesso anche nel periodo del Covid riescono a dare un pasto caldo (tra pranzo e cena) a 1500 persone al giorno, la maggior parte stranieri, ma anche italiani, che sono aumentati. Bisogna registrarsi con un documento (per la prima volta) e poi garantiscono un primo e un secondo a chi si trova in difficoltà economica.

Monete euro e la bandiera italiana - Sputnik Italia, 1920, 04.03.2021
Povertà assoluta in Italia 2020, il valore più alto dal 2005: 2 milioni di famiglie
Un altro approccio ha Pane Quotidiano ONLUS, che è un’organizzazione laica, apolitica e no profit, fondata a Milano nel 1898. Ogni giorno, da più di 120 anni distribuisce i generi alimentari di prima necessità a tutti coloro che si mettono in coda, nessuna registrazione, nessuna tessera. Ci sono prodotti targati “Prodotto non commerciale. Aiuto UE”, altri sono regalati da grandi marchi (come Ferrero, Barilla e Lindt); E un sacchetto di pane fresco. Ogni giorno, in due punti di Milano, servono più del tremila persone. Dalla mattina presto alle 11, e qualche volta oltre.

Le persone nella coda non vogliono parlare, alcuni hanno vergogna, ma la necessità economica li mette in fila. E non vogliono essere fotografati o ripresi. Quindi dobbiamo rispettare la loro privacy.

Ho parlato solo con una persona. Ha raccontato che quando ha problemi con il lavoro, viene qui, che è un aiuto concreto per lui e per altri. E le code sono aumentate, perché tanti hanno perso il lavoro.

Teresa lavora in banca, ma ogni sabato da tre anni viene come volontaria per aiutare a distribuire i generi alimentari. Arriva verso le 7 di mattina, esce a mezzogiorno.

“Mi ha spinto la coda a venire qui. L’ho vista tre anni fa, non così lunga come adesso ma c’era già. Quello che apprezzo di Pane Quotidiano, oltre alla laicità, è il fatto di non doversi dichiarare poveri. Vieni, ti accogliamo con un sorriso, diamo quello che abbiamo e va bene così. Penso che nei momenti di difficolta, sia importante non dire chi sei. Quest’anno, causa Covid, le code sono aumentate. Purtroppo, si è perso un po’ il contatto umano e la relazione con le persone. Dobbiamo tutelare la loro salute per cui cerchiamo di dare il sacchetto il più presto possibile. Le persone sono aumentate, prima ne servivamo circa millecento o milleduecento, ora siamo a millesettecento persone al giorno”.   

Marco è volontario da gennaio. Chiedo perché ha deciso di venire qui come volontario. “Perché Gesù ha detto: “Quello che fate per altri lo fate per me”. Ogni settimana c’è un incremento di 100-150 persone”.

Alessandro, avvocato in uno studio internazionale, volontario da tanti anni.

“Pane Quotidiano è cambiato da pre-covid al periodo Covid. Oggi le persone ricevono il sacchetto già confezionato dai volontari. Prima del Covid le persone arrivavano ed entravano direttamente all’interno del centro dove trovavano le varie postazioni con i volontari che distribuivano pane, latte, frutta etc.  Il cibo veniva consegnato direttamente dentro le loro borse. Adesso c’è gente che arriva alle 5 di mattina, anche se noi apriamo alle 7. Ma prima si presentavano anche alle 3 di mattina perché chi entrava per primo aveva la possibilità di prendere di più o comunque le cose più buone. Ora, quando arrivano circa duemila persone, molte cose finiscono. Noi cerchiamo di dare a tutti le stesse cose, senza privilegi. Siamo tutti uguali. Quello che vedete è stato donato a Pane Quotidiano per essere offerto alle persone che ne hanno bisogno.

Con il Covid sono aumentati anche gli italiani. L’italiano si vergognava a venire. Adesso c’è meno imbarazzo perché è aumentata l’esigenza ma soprattutto quello che abbiamo notato è che prima c’erano più anziani mentre ora l’età si è abbassata”.

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