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'Ndrangheta in Valle d'Aosta, chiusa l'inchiesta Egomnia sugli scambi di voto: 8 indagati

© Sputnik . Evgeny UtkinCarabinieri a Milano
Carabinieri a Milano - Sputnik Italia, 1920, 14.03.2021
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Le indagini hanno avuto origine dall'operazione Geenna, che nel 2015 aveva riguardato le elezioni comunali del 2015 ad Aosta e Saint-Pierre.

Sono 8 le persone inserite nel registro degli indagati dalla procura della Repubblica di Torino, con a capo i pm Valerio Longi e Stefano Castellani nell'ambito dell'inchiesta Egomnia sullo scambio di natura politico-mafiosa di voti elettorali in Valle d'Aosta. Lo riferisce l'agenzia di stampa Ansa.

Tra i soggetti coinvolti anche gli ex presidenti della Regione Antonio Fosson, Laurent Vierin e Renzo Testolin, l'ex assessore regionale Stefano Borrello, l'ex consigliere regionale Luca Bianchi, il ristoratore Antonio Raso, Roberto Di Donato e Alessandro Giachino.

Le accuse

Le indagini, che sono state condotte dalla Dda del capoluogo piemontese e dai Carabinieri di Aosta, si sono concentrate sul presunto sostegno della 'locale' di Aosta verso alcuni candidati autonomisti in occasione delle regionali del 2018.

Per quelle elezioni sono indagati sia Renzo Testolin sia Laurent Viérin per il reato di concorso in scambio elettorale politico mafioso insieme agli 'ndranghetisti Roberto Alex Di Donato e Alessandro Giachini.

I due presidenti di Regione, stando a quanto ricostruito dagli inquirenti, avrebbe accettato la "promessa di procurare voti" per i due succitati, in cambio "della promessa di agevolarli nei rapporti con l’attività amministrativa della Regione Valle d’Aosta, con particolare riguardo alla soluzione dei problemi legati all’esecuzione di appalti e lavori nel settore dell’edilizia privata, all’ottenimento di lavori pubblici per ditte e società riconducibili ad appartenenti” alla ‘ndrangheta “o a persone ad essi vicine

Per quanto riguarda invece l'ex governatore Fosson, l'accusa risulta essere analoga, ma coinvolge solamente Antonio Roso, ristoratore considerato essere ai vertici della locale cosca 'ndranghetista di Aosta, e già condannato a 13 anni.

Dal canto loro, l'ex consigliere regionale Luca Bianchi e l'ex assessore alle Opere pubbliche Stefano Borrello, si vedono accusati di aver procurato voti in cambio di agevolazioni "nei rapporti con l’attività amministrativa della Regione Valle d’Aosta, con particolare riguardo alla soluzione dei problemi legati all’esecuzione di appalti e lavori nel settore dell’edilizia privata".

 



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