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Mediterraneo, un mare di plastica. La soluzione siamo noi

© Sputnik . Evgeny UtkinLe coste del Mediterraneo
Le coste del Mediterraneo  - Sputnik Italia, 1920, 13.03.2021
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Con i rifiuti si è toccato il fondo. Il Mar Mediterraneo, questa ricchezza immensa, sta soffrendo e il 7% di tutta la plastica che si riversa in mare finisce proprio nelle acque del Mediterraneo. Il mare è vita, urge prendersene cura. La soluzione siamo noi, ognuno di noi.

Nelle reti dei pescatori finiscono più scarti che pesci. L’inquinamento dei mari è un grave problema globale, ma la condizione del Mediterraneo è particolare perché si tratta di un bacino quasi chiuso con un minor ricambio d’acqua. La situazione dei fondali marini italiani è allarmante. Secondo i dati Ispra il 75% dei rifiuti in fondo al mare è plastica.

Complessivamente ogni anno circa 8 milioni di tonnellate di plastica finiscono in mare, di cui il 7% nelle acque del Mediterraneo.

L’inquinamento del mare riguarda la vita e la salute di tutti, ognuno può fare la sua parte per arrivare alla soluzione e salvare il mare. Sputnik Italia ha raggiunto per un’intervista Franco Borgogno, ricercatore, divulgatore scientifico, autore del libro “Plastica, la soluzione siamo noi”, presidente di Ocean Literacy Italia.

— Francesco Borgogno, il Mediterraneo soffre? È un mare malato?

— Il Mediterraneo soffre di sicuro, soffre come tutto il mare. È importante tenere presente che quando parliamo di inquinamento da plastica il mare è un organismo unico, è tutto collegato. Il Mediterraneo ha però una condizione particolare, è collegato a tutto il resto tramite lo stretto di Gibilterra all’Atlantico, ma lo scambio di acqua è minore, il mare è circondato da Paesi molto abitati storicamente. Per questo motivo la densità di plastica e microplastica in particolare presente nel Mediterraneo è molto alta.

Dobbiamo prenderci cura del mare e del Mediterraneo in particolare, è un mare da cui dipendono le nostre vite. Il mare ci dona più del 50% dell’ossigeno che respiriamo, questo da solo basta come elemento per fa comprendere quanto è importante il mare per la nostra vita.

L’eccesso di pesca, gli inquinamenti, la pressione delle attività antropiche sul mare mettono in difficoltà questo enorme insieme di habitat, i quali fanno sì che la vita esista. La vita è nata in mare, si è sviluppata poi sulla terra, noi siamo legati al mare per l’ossigeno, per il cibo, per la salute. Dal mare traiamo sostanze che servono per produrre medicine. Dal mare traiamo risorse che ci servono ad esempio anche in questa drammatica situazione come la pandemia.

Il tampone che ci dice se siamo infetti oppure no è reso possibile grazie al mare: un micro organismo permette di avere un enzima attraverso il quale individuare il dna e scoprire se siamo entrati in contatto con il virus.

Rifiuti di plastica - Sputnik Italia, 1920, 23.05.2019
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— Per gli italiani il mare è importante da tanti punti di vista: sia per quanto riguarda la salute, ma anche a livello economico?

— La vita di chiunque sul pianeta è totalmente legata al mare. Per l’Italia questo legame è ancora più forte. La cultura del nostro Paese si è sviluppata grazie al mare, gli scambi commerciali si sono sviluppati grazie al mare, il turismo esiste in gran parte grazie al mare. Anche la biodiversità presente lontana dal mare fisicamente, sulle Alpi o sugli Appennini, è resa tale dagli effetti prodotti dal mare sul clima.

Noi italiani siamo totalmente legati alle condizioni del mare, dovunque viviamo, anche se vivessimo in montagna o se non mangiassimo mai pesce nella nostra vita. La condizione del Mediterraneo con questa elevatissima percentuale di concentrazione di plastica e micro plastica ci fa capire che non siamo stati attenti a preservare questa risorsa fondamentale per la nostra vita. Dobbiamo invertire la rotta.

Il suo libro “Plastica, la soluzione siamo noi” è proprio incentrato su questo aspetto, no? Il destino del mare dipende veramente da ognuno di noi?

— Assolutamente sì. Nel libro racconto alcune delle tantissime storie di persone di età diverse che in svariati ambiti hanno deciso di fare qualcosa. La loro ispirazione è diventata un traino per centinaia di migliaia, e in alcuni casi, per milioni di persone. Le loro azioni hanno messo in moto soluzioni diverse.

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C’è il ricercatore che ci aiuta a conoscere meglio questo problema, c’è chi lavora in ambiti diversi dell’industria e sceglie di produrre materiali nuovi oppure sceglie di riutilizzare la plastica diventata rifiuto. Queste scelte creano lavoro per piccoli artigiani che vivevano situazioni di povertà.

Ci sono ragazzi che hanno inventato una moneta virtuale per compensare le persone che raccolgono plastica dispersa in ambiente in Uruguay. C’è la storia di un fotografo documentarista che con le sue immagini, le più famose ritraggono degli albatros uccisi dalla plastica, ha toccato il cuore di milioni di persone nel mondo spingendole a reagire.

C’è una ragazza australiana che ha iniziato con la sua famiglia qualche anno fa a vivere senza plastica. Ci sono delle bambine che hanno creato un percorso il quale ha portato alla eliminazione delle borse di plastica nell’isola di Bali. Nel libro quindi presento molte storie concrete e pratiche.

Ciascuno di noi può mettersi in moto, a partire dalle scelte che facciamo ogni giorno.

— Vediamo che cosa possiamo fare ogni giorno nel nostro piccolo.

  • Posso utilizzare una borraccia invece di comprare sempre una bottiglia nuova;
  • Posso smettere di utilizzare i sacchetti, cannucce e cotton fioc con bastoncino in plastica, tutto ciò che è monouso;
  • Quando vado a comprare frutta e verdura posso comprarla sfusa;
  • Dobbiamo raccogliere la plastica correttamente. Il discorso del riciclo è importante, ma non è la soluzione definitiva.

La soluzione vera è la riduzione della quantità di plastica che utilizziamo. Sembrano cose piccole, ma non lo sono affatto. Si tratta di centinaia di oggetti che ciascuno di noi può scegliere di non utilizzare. Questo significa ridurre di milioni di tonnellate la plastica che utilizziamo e che rischia di finire nell’ambiente.

Poi ovviamente dobbiamo chiedere alla politica di produrre leggi. Questo sta avvenendo in tutto il mondo, in Europa e in Italia. Con le norme si fa in modo che la plastica prodotta sia riciclabile, che non si producano oggetti monouso. Le leggi aiutano, ma tutto ciò funziona se ciascuno di noi fa la propria parte.

— Solo insieme ce la possiamo fare quindi.

— Ognuno di noi è importante per arrivare alla soluzione, a preservare noi stessi alla fin fine. Il mare è l’elemento che rende possibile la vita. Noi dobbiamo prendercene cura.

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