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Esopianeta "sub-Nettuniano" ha forse una seconda atmosfera grazie all'attività vulcanica

© Courtesy of NASA, ESA, and R. Hurt (IPAC/Caltech)Esopianeta GJ 1132 b
Esopianeta GJ 1132 b - Sputnik Italia, 1920, 12.03.2021
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Un cosiddetto mondo "sub-Nettuniano" è un pianeta che può avere un raggio e una massa più piccoli o più grandi rispetto al pianeta Nettuno ricco di ammoniaca e metano. A inizio mese gli astronomi hanno scoperto un nuovo esopianeta sub-Nettuniano situato a oltre 41 anni luce dalla Terra.

Un team di ricercatori di recente ha scoperto che un lontano esopianeta sub-Nettuniano ha per un certo tempo perso la sua atmosfera originale e, stranamente, è riuscito ricostituire una seconda atmosfera attraverso l’attività vulcanica presente sulla sua superficie.

Situato a poco più di 41 anni luce dalla Terra, il gruppo di ricercatori ha identificato il pianeta come GJ 1132 b, secondo la loro scoperta si ritiene che l'esopianeta abbia perso la sua atmosfera iniziale a causa dell'intensa radiazione emessa dalla nana rossa intorno a cui orbita.

I ricercatori sono giunti alle loro conclusioni rivedendo le osservazioni fatte dal telescopio spaziale Hubble ESA/NASA e attraverso la ricostruzione dei modelli al computer. L'analisi dei dati ha mostrato che la nuova atmosfera è composta da idrogeno, acido cianidrico, metano e foschia aerosol, un composto simile allo smog sulla Terra.

I ricercatori ritengono anche che i componenti dell'idrogeno dell'atmosfera secondaria derivino dall'atmosfera originale, che era composta da idrogeno primordiale ed elio. L'analisi del team suggerisce che gli elementi di idrogeno sono stati assorbiti nel mantello di magma fuso di GJ 1132 b e vengono costantemente rilasciati nel pianeta attraverso l’attività vulcanica.

Il team ipotizza che GJ 1132 b sia in grado di mantenere il suo mantello abbastanza liquido da alimentare l'attività vulcanica, e questo grazie al riscaldamento mareale poiché il pianeta è molto vicino alla sua stella, infatti completa un'orbita completa ogni giorno e mezzo.

Raissa Estrela, una delle autrici dello studio e che lavora con il Jet Propulsion Laboratory della NASA, ha spiegato in un comunicato pubblicato giovedì che il team inizialmente non aveva alcun interesse ad esplorare il funzionamento interno di GJ 1132 b.

"Inizialmente abbiamo pensato che questi esopianeti altamente irradiati potessero essere piuttosto noiosi perché credevamo che avessero perso la loro atmosfera. Ma abbiamo esaminato le osservazioni esistenti di questo pianeta fatte con Hubble e abbiamo detto, 'Oh no, c'è un'atmosfera lì'", ha detto Estrela.

"È super eccitante, – ha proseguito – perché crediamo che l'atmosfera che vediamo ora si sia rigenerata, quindi potrebbe essere un'atmosfera secondaria".

I ricercatori prevedono che il telescopio spaziale James Webb sarà in grado di offrire ulteriori informazioni riguardo la loro scoperta, e nutrono la speranza che le immagini a infrarossi dello strumento saranno in grado di scrutare attraverso la superficie del pianeta. Il telescopio James Webb, tuttavia, dovrebbe essere lanciato nel cosmo non prima di ottobre 2021.

I risultati della ricerca saranno pubblicati nella prossima edizione del The Astronomical Journal.

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