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Fermati durante primo lockdown con autocertificazione falsa, il giudice li proscioglie

© Sputnik . Evgeny UtkinVetrina di un negozio con restrizioni anti-Covid
Vetrina di un negozio con restrizioni anti-Covid  - Sputnik Italia, 1920, 11.03.2021
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I fatti risalgono al 13 marzo 2020, all'inizio del lockdown primaverile, violato da una coppia che ha giustificato il suo spostamento con un'autocertificazione falsa. Ma per Dario De Luca, gip del tribunale di Reggio Emilia, a essere illegittimo era comunque il primo dpcm di Conte.

Sentenza che farà discutere e probabilmente sarà ribaltata, quella del gip di Reggio Emilia datata 27 gennaio 2021, ma che costituisce comunque un precedente significativo. La notizia è riportata dal sito cassazione.net.

Ma ripercorriamo i fatti: il 13 marzo scorso, all'inizio del primo lockdown, un un uomo e una donna sono stati fermati in auto a un posto di blocco a Correggio, provincia di Reggio Emilia. Avevano compilato l’autocertificazione dichiarando di dover violare le restrizioni perché lei doveva andare a sottoporsi ad esami clinici e lui accompagnarla. I successivi controlli delle forze dell’ordine hanno poi accertato che “la donna quel giorno non aveva fatto alcun accesso all’ospedale”. 

I due sono finiti a processo ma il giudice li ha prosciolti, ritenendo illegittimo il dpcm anti-Covid e quello commesso dai due un “falso inutile”.

“Poiché proprio in forza di tale decreto, ciascun imputato è stato ‘costretto’ a sottoscrivere un’autocertificazione incompatibile con lo stato di diritto del nostro Paese e dunque illegittima”, ha spiegato Dario De Luca, il gip del tribunale di Reggio Emilia.

Per il gip infatti non si può imporre l'obbligo di permanenza domiciliare, che “nel nostro ordinamento giuridico consiste in una sanzione penale restrittiva della libertà personale che viene irrogata dal giudice penale per alcuni reati all’esito del giudizio” e quindi il dpcm, che “configura un vero e proprio obbligo di permanenza domiciliare" risulta incostituzionale “per violazione dell’articolo 13 Costituzione che dice che la libertà personale è inviolabile”.

Il gip non ha comunque sollevato una questione di legittimità costituzionale poiché ritiene il dpcm “un atto amministrativo” e “il Giudice ordinario non deve rimettere la questione dì legittimità costituzionale alla Corte costituzionale, ma deve procedere, direttamente, alla disapplicazione dell’atto amministrativo illegittimo per violazione della legge”.

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