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USA accusano di genocidio in Xinjiang la Cina, che replica parlando di sterminio di nativi americani

© AP Photo / Andy WongBandiere degli USA e Cina
Bandiere degli USA e Cina - Sputnik Italia, 1920, 10.03.2021
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Pechino ha ripetutamente negato le accuse di violazioni dei diritti umani nella regione autonoma dello Xinjiang. Queste affermazioni sono giunte principalmente dai paesi occidentali, ma spesso non corroborate da prove concrete.

Le accuse contro la Cina per il presunto genocidio della popolazione uigura nello Xinjiang sono "assolutamente ridicole e completamente contrarie ai fatti". Lo ha detto il portavoce del ministero degli Esteri cinese Zhao Lijian nella sua ultima dichiarazione citata dai media.

Zhao Lijian ha chiesto a coloro che diffondono le voci sulla situazione nello Xinjiang, in particolare negli Stati Uniti, di fornire prove a sostegno delle loro affermazioni. Il portavoce ha sottolineato che il numero di abitanti nella regione autonoma, passato da 5,55 milioni a oltre 12 milioni negli ultimi 40 anni, mostra chiaramente che queste accuse sono false.

Il rappresentante del ministero degli Esteri ha sottolineato che non si può dire lo stesso della popolazione dei nativi americani, ricordando che il suo numero è diminuito rapidamente, non senza l'aiuto degli stessi coloni americani.

"Chiunque conosca la storia americana dovrebbe sapere che gli Stati Uniti, attraverso l'espansione verso ovest, hanno espulso e ucciso gli indiani d'America. La popolazione dei nativi è precipitata da cinque milioni nel 1492 a 250 mila all'inizio del XX secolo, una diminuzione del 95 per cento", ha detto.

Pechino ha ripetutamente negato tutte le accuse riguardanti presunte violazioni dei diritti umani e genocidio avvenuti nello Xinjiang, protestando contro i tentativi da parte di paesi stranieri di intromettersi nei suoi affari interni. La Cina ha invitato tutti gli osservatori imparziali a visitare la regione e valutare in prima persona la situazione.

Le dichiarazioni del ministero degli Esteri arrivano dopo che il portavoce del Dipartimento di Stato americano, Ned Price, ha affermato che il paese si attiene alla sentenza, emessa sotto l'amministrazione Trump, secondo cui il genocidio degli uiguri è presumibilmente in corso nello Xinjiang.

"Non abbiamo visto nulla che possa cambiare la nostra valutazione", ha detto Price.

I commenti di Price, a loro volta, seguono la pubblicazione di un rapporto del think tank statunitense Newlines Institute for Strategy and Policy, secondo cui il governo cinese ha violato "ogni atto" proibito dalla Convenzione sul genocidio delle Nazioni Unite. Il rapporto afferma che Pechino, che nega tutte le accuse, ha organizzato campi di internamento extragiudiziale nella provincia, dove sarebbero tenuti circa un milione di uiguri

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