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Raro delfino trovato spiaggiato alla Giannella dell’Argentario, era in difficoltà da giorni - Foto

© flickr.com / ARPATRecupero del delfino spiaggiato, specie grampo (Grampus griseus)
Recupero del delfino spiaggiato, specie grampo (Grampus griseus) - Sputnik Italia, 1920, 10.03.2021
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Un raro delfino della specie grampo è stato ritrovato spiaggiato a Orbetello, vani i tentativi di riportarlo in mare aperto del giorno precedente. Si indaga per capire cosa l'abbia ucciso.

Un esemplare di delfino della specie Grampus griseus, molto raro, è stato ritrovato spiaggiato in località la Giannella all’Argentario nel comune di Orbetello (Grosseto). L’esemplare, una femmina di 3 metri circa e 200 chilogrammi di peso, era stata aiutata il giorno precedente (lunedì 8 marzo) a riprendere il largo, ma il giorno 9 marzo è stata ritrovata spiaggiata e morta.

Ad accorgersi dell’esemplare in difficoltà la Capitaneria di porto di Orbetello che aveva avvisato il Settore Mare di Arpat, racconta l’Arpat Toscana in un comunicato pubblicato oggi.

A sua volta l’Arpat ha attivato la rete dell’Osservatorio toscano per la biodiversità della Regione, che include i Vigili del fuoco, la Capitaneria di Porto e l’Associazione accademia del mare ambiente.

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Recupero del delfino spiaggiato, specie grampo (Grampus griseus)
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Recupero del delfino spiaggiato specie grampo (Grampus griseus)

 

I vari soggetti si sono attivati per aiutare il delfino della specie grampo a riprendere il largo.

I Vigili del fuoco del comando di Grosseto e del distaccamento di Orbetello hanno impiegato una squadra di sommozzatori con una moto d’acqua ed altre attrezzature per aiutare l’esemplare a riprendere il largo.

Il video dei soccorsi

Dalle immagini del video sottostante sono chiari ed evidenti multipli segni di ferimento non recenti su tutto il corpo dell’animale, il quale tiene gli occhi completamente chiusi e a fatica si muove.

Chi ha effettuato la ricognizione dell’animale ancora in vita ha così commentato:

“L’animale appariva prostrato ma non mostrava ferite recenti ed era visibile soltanto una vecchia ferita rimarginata sul dorso tra la pinna dorsale ed il peduncolo caudale. Numerose le abrasioni tipiche della specie che fanno pensare ad un esemplare adulto anche in funzione sia della lunghezza che della presenza di numerose pennelle (Pennella filosa) parassiti tipici dei grandi animali pelagici.”

Nonostante sia difficile che questi cetacei riescano a riprendere il largo, lunedì 8 marzo ciò era avvenuto, ma si è trattato solo di una passeggera vittoria, perché il delfino ore dopo deve essere ritornato in zona spiaggiandosi definitivamente.

La carcassa è stata presa in custodia dall’Università di Siena che l’ha trasportata a Livorno per effettuare le analisi del caso con i veterinari dell’Istituto zooprofilattico sperimentale del Lazio e della Toscana, sede di Pisa.

L’autopsia del delfino grampo di Giannella

Per ora non si possono fare ipotesi su cosa abbia causato la morte del delfino, fino a quando non saranno pronti i risultati dell’autopsia eseguita dai veterinari. Analisi che richiederanno alcune settimane.

I veterinari hanno prelevato campioni di tessuti e di organi, effettuato le analisi patologiche, parassitologiche, virologiche e batteriologiche, oltre ad un esame biotossicologico alla ricerca di contaminanti specifici come mercurio, pesticidi, o PPCB.

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