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Covid, vaccini in azienda per far ripartire l’economia

© AP Photo / Ginnette RiquelmeUn operatore sanitario tiene una siringa con il Vaccino Pfizer
Un operatore sanitario tiene una siringa con il Vaccino Pfizer  - Sputnik Italia, 1920, 08.03.2021
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Il ministro della salute Roberto Speranza ha dato il via libera alle vaccinazioni contro il Covid sul posto di lavoro. Sarebbe previsto anche il contributo dell’Inail attraverso i suoi ambulatori. Il ruolo delle imprese diventa fondamentale per accelerare la diffusione della campagna vaccinale e per favorire la ripresa dell’economia.

È arrivato l’ok durante l’incontro fra il governo e le parti sociali per la somministrazione del vaccino contro il Covid nelle aziende. Un’iniziativa che dovrebbe diventare concreta a breve e che permetterebbe una ripresa in sicurezza delle imprese.

I lavoratori che rifiuteranno il vaccino dovranno essere garantiti, questo è quanto chiedono i sindacati. Qual è l’importanza di tale iniziativa? Che ruolo hanno le realtà lavorative dal punto di vista dell’informazione in merito al Covid e alla sicurezza sul lavoro? Sputnik Italia ne ha parlato con Stefano Bergagnin, esperto di sicurezza nell’ambiente lavorativo, direttore tecnico di Pass Srl, società di servizi che fornisce consulenza in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

— Il governo apre alla possibilità che le aziende procedano a vaccinare i propri dipendenti. Stefano Bergagnin, che ne pensa di questa proposta?

— Secondo me è una buona proposta. Ritengo che possa essere estremamente utile, al momento mi sembra di capire che si tratti di una richiesta sottoposta al governo proveniente da due regioni. Spero la proposta venga presa in considerazione; lavorando con aziende private vedo che molti datori di lavoro vorrebbero questa opportunità. Questa iniziativa potrebbe essere molto utile anche per la diffusione più rapida dei vaccini.

— Prima si vaccinano i lavoratori prima riparte l’economia del Paese, no?

— Anche dal punto di visto economico infatti è un’iniziativa importante. Il motivo per cui questa richiesta arriva da due regioni che sotto il profilo produttivo hanno il pil più elevato del Paese ci mostra che questa iniziativa viene sentita come un’opportunità per far riprendere l’economia, ne abbiamo tanto bisogno. Anche in generale, questo discorso non riguarda solo queste due regioni, tutte le aziende sono interessate da questo aspetto.

Presidente di Confindustria Carlo Bonomi - Sputnik Italia, 1920, 21.02.2021
Confindustria, Bonomi: "Aprire le fabbriche per vaccinare gli operai"
Penso che anche Confindustria dovrebbe riservare una certa attenzione sull’opportunità di aprire questa strada alle aziende associate per esempio. Anche la mia azienda è associata a Confindustria, stavamo aspettando un parere ufficiale, siamo tutti interessati a sfruttare questa opportunità. Si tratta di accelerare nel creare condizioni che possano non solo far tornare la vita di tutti i giorni, ma anche rilanciare la produttività e l’economia. Questa situazione difficile si sta trascinando da troppo tempo.

— Che cosa ne pensa dei lavoratori i quali rifiuteranno il vaccino sul posto di lavoro? Quanto è importante garantire i diritti e l’impiego a tutti?

— Su questo non si può dire molto. Ci sono delle situazioni in cui la percentuale dei lavoratori contrari al vaccino è abbastanza elevata. Fra i nostri clienti ci sono aziende che operano nell’ambito della sanità ed il problema si è già posto, perché per gli operatori sanitari i vaccini sarebbero già disponibili. Una parte del personale a seconda del territorio al momento si sta rifiutando di fare il vaccino. Dal punto di vista legale non si può fare assolutamente niente, tant’è che ne abbiamo già parlato con i medici competenti di queste aziende, ci siamo confrontati con i legali. Intervenire, rendendo obbligatorio il vaccino, diventerebbe una violazione non concessa dalla nostra normativa. In altre situazioni vengono prese altre decisioni, Città del Vaticano ha assunto un comportamento diverso per esempio, lì stanno quasi ponendo l’obbligo di vaccinarsi.

Nei casi specifici che ho affrontato si è cercato di puntare soprattutto sulla sensibilizzazione dei lavoratori che in un primo momento si sono rifiutati. Qualche passo avanti lo stiamo facendo.

— Quanto è importante che nelle realtà lavorative si abbiano gli strumenti giusti per essere informatati e documentati in merito al Covid?

— Questo secondo me è un aspetto fondamentale. Personalmente sto molto lavorando in questo senso. Con i clienti abbiamo potenziato al massimo l’informazione presso i dipendenti tramite trasmissione di comunicazioni interne, via mail e incontri di informazione in cui si cerca di sensibilizzare su questo tema. Si dovrebbero affiggere informazioni in azienda in cui si da risalto sia ai tamponi sia all’utilità del vaccino. L’informazione è uno di quegli aspetti su cui puntare in questo momento affinché la campagna di vaccinazione possa estendersi il più possibile.

— Vuole aggiungere qualcos’altro in chiusura?

— Mi piacerebbe che arrivasse dalle associazioni di categoria un aiuto nei confronti delle aziende con una campagna di fornitura di vaccini da un punto di vista economico con dei costi limitati. Sappiamo tutti che la situazione attuale non è facile dal punto di vista economico. Bisognerebbe creare per le aziende un aspetto economico interessante, sarebbe utile per aumentare la diffusione della campagna vaccinale.

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