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Covid, Gismondo: "Nonostante restrizioni non evitati 100.000 morti"

© AP Photo / Andrew MedichiniLa consegna di caffè a domicilio a Napoli
La consegna di caffè a domicilio a Napoli - Sputnik Italia, 1920, 08.03.2021
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La direttrice del laboratorio di Microbiologia ha sottolineato come, pur rendendosi necessarie, le strette misure di contenimento non hanno potuto evitare un pesantissimo bilancio in termini di vite umane della pandemia di Covid-19.

L'Italia dovrebbe interrogarsi su quali misure intraprendere, su quale possa essere lo "schema" da seguire "per dare una svolta" ed evitare un 2021 che ripresenti un bilancio pesante in termini di vittime come quello del 2020.

Ad affermarlo all'Adnkronos Salute, a soli due giorni dall'entrata in vigore del nuovo Dpcm Draghi, è Maria Rita Gismondo, direttrice del laboratorio di Microbiologia clinica, virologia e diagnostica delle bioemergenze all'ospedale Sacco di Milano:

"Alla luce dei risultati di un anno di restrizioni, che sicuramente hanno abbassato la pressione sugli ospedali, non siamo riusciti ad evitare purtroppo quasi 100.000 vittime malgrado tutto", sono state le parole della Gismondo.
© Foto : fornita da Maria Rita GismondoMaria Rita Gismondo, direttrice del laboratorio di Microbiologica clinica, Virologia e bio-emergenza dell'Ospedale Sacco di Milano
Covid, Gismondo: Nonostante restrizioni non evitati 100.000 morti - Sputnik Italia, 1920, 08.03.2021
Maria Rita Gismondo, direttrice del laboratorio di Microbiologica clinica, Virologia e bio-emergenza dell'Ospedale Sacco di Milano

L'esperta ha chiarito come uno dei maggiori problemi sia legato al ritmo delle vaccinazioni, che non è attualmente sostenibile per l'Italia visti anche i numeri delle dosi inutilizzate:

"Certamente se avessimo la possibilità di vaccinare tutti immediatamente la svolta sarebbe questa. Ma non ce l'abbiamo malgrado le promesse. E non ce l'abbiamo non solo per i vaccini che non arrivano, ma anche perché non ce la facciamo a vaccinare con un ritmo incessante, visto che il 30% delle dosi sono ancora non utilizzate".

Il nuovo Dpcm Draghi

Il 6 marzo è entrato in vigore per un mese il nuovo Dpcm, il primo dell'era Draghi, relativo all'emergenza coronavirus in Italia.

Il nuovo documento di legge prevede ulteriori strette per frenare i contagi spinti dalla diffusione delle varianti e pone una data per la fine del divieto di spostamento tra regioni: il 27 marzo.

Nel decreto resta il coprifuoco dopo le 22, la chiusura di impianti scii, palestre e piscine e la DAD al 50% per gli studenti delle scuole superiori, con alcune novità per i negozi di barbieri/parrucchieri, che dovranno restare chiusi in caso di zona rossa, e discoteche, sulle quali sarà imposta la serrata anche in zona bianca

Confermata la chiusura dopo le 18 per bar e ristoranti, la cui attività è consentita dalle ore 5,00 sino alle ore 18,00. Il consumo al tavolo è limitato ad un massimo di quattro persone, salvo che non siano tutti conviventi. Resta invece consentita la consegna a domicilio e l'asporto sino alle 22,00.

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