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Belgio, le lavoratrici del sesso scendono in piazza: "Basta divieti alle professioni di contatto"

© REUTERS / Jorge SilvaUna ragazza con i tacchi alti
Una ragazza con i tacchi alti - Sputnik Italia, 1920, 07.03.2021
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Decine di impiegate e impiegati nel settore dei servizi del sesso si sono radunati oggi per una protesta a Bruxelles. L'obiettivo della manifestazione è quello di attirare l'attenzione delle autorità sui problemi finanziari che i lavoratori subiscono per via del divieto delle loro attività nel contesto della pandemia COVID-19.

La manifestazione si è tenuta vicino alla stazione ferroviaria Nord di Bruxelles, nei pressi di una zona analoga al Quartiere a luci rosse di Amsterdam.

La manifestazione, organizzata dall'Unione dei lavoratori del sesso organizzati per l'indipendenza (UTSOPI) del Belgio, non ha raccolto tante persone, ma ha attirato grande interesse da parte dei media.

Alcuni agenti della polizia si trovavano vicino alla manifestazione, ma non sono intervenuti.

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La prostituzione non è vietata dalla legge in Belgio, ma le autorità avevano imposto il divieto temporaneo per questo tipo di attività tra le misure per contenere la diffusione del coronavirus.

L'associazione ha ricordato che il divieto temporaneo di esercitare la prostituzione è stato introdotto il 13 marzo 2020. Una volta finita la prima ondata di coronavirus in Belgio, i dipendenti del settore hanno avuto la possibilità di lavorare. Tuttavia, con l'arrivo della seconda ondata della pandemia ad ottobre è stato introdotto il nuovo divieto pertinente, finora in vigore.

Già all'inizio del 2021, dopo un significativo miglioramento della situazione epidemiologica in Belgio, le autorità hanno deciso di consentire la riapertura delle attività per le cosiddette professioni di "contatto" come i dipendenti di barbierie, saloni di bellezza, spa e centri di tatuaggi.

Tuttavia, le disposizioni del governo non menzionano le lavoratrici e i lavoratori del sesso che lamentano la discriminazione da parte delle autorità.

"Abbiamo sentito e letto che tutte le professioni di contatto sono state nuovamente autorizzate a lavorare, ma non noi", affermano i membri dell'UTSOPI.

Le autorità tengono regolarmente riunioni per riesaminare le misure anti-contagio, ma gli impiegati nell'industria del sesso vengono ignorati, osservano i partecipanti alla protesta. Parlando con i giornalisti, hanno anche affermato che circa 30mila persone sono impiegate in Belgio nel settore dei servizi sessuali, ma a causa del mancato status ufficiale, non possono chiedere il sostegno allo Stato in modo ufficiale.

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