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Pechino dice sì all'aumento graduale dell'età pensionabile

© AFP 2021 / Johannes EiseleПожилые люди во время игры в маджонг в Китае
Пожилые люди во время игры в маджонг в Китае - Sputnik Italia, 1920, 05.03.2021
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Le autorità cinesi aumenteranno progressivamente l'età pensionabile dal 2021 al 2025, si afferma nel rapporto sull'operato del governo con cui è intervenuto il primo ministro del Consiglio di Stato Li Keqiang in apertura della sessione annuale del Parlamento.
"Lavoreremo per ottenere un tasso di natalità adeguato. L'età pensionabile aumenterà gradualmente con la copertura dell'assicurazione pensionistica di anzianità di base fino al 95% della popolazione", ha detto.

Il rapporto rileva inoltre che il sistema di sicurezza sociale e assistenziale sarà perfezionato.

Alla fine del 2017 la popolazione in Cina ha raggiunto 1,39 miliardi di persone, di cui 240 milioni (17,3%) con età superiore ai 60 anni. Secondo le previsioni, entro il 2035 ci sarà un pensionato ogni due contribuenti in Cina, dopo il 2030 ci sarà una forte carenza di manodopera, e entro il 2050 ci saranno 487 milioni di cinesi anziani, pari al 34,9% della popolazione.

Al momento in Cina gli uomini vanno in pensione a 60 anni e le donne a 55. Si tratta di età di pensionamento tra le più basse nel mondo, che sono state stabilite nel 1978, quando l'aspettativa di vita media era di 68 anni. Inoltre i dipendenti pubblici, i dipendenti di organi di partito e statali necessitano di una durata minima del servizio di 15 anni per andare in pensione.

Recentemente, l'aspettativa di vita in Cina ha superato i 77 anni. Pertanto, le autorità stanno valutando un piano di riforma, secondo il quale entro il 2045 l'età pensionabile sarà portata a 65 anni sia per gli uomini che per le donne.

Secondo gli esperti, questo aiuterà non solo ad alleviare il problema dei debiti pensionistici in alcune aree, ma anche ad alleviare il peso sui figli che devono sostenere i genitori anziani. Tuttavia, gli oppositori della riforma ritengono che l'innalzamento dell'età pensionabile complicherà la ricerca di lavoro per i giovani specialisti.

La pensione in Cina è composta da una quota di base e da una parte cumulativa. Il primo è calcolato in base allo stipendio medio nella regione e ai contributi pensionistici versati dal dipendente durante la sua vita lavorativa (almeno 15 anni). La seconda parte è formata dai contributi al fondo pensione: il datore di lavoro paga il 20% dello stipendio e il dipendente stesso l'8%.

Allo stesso tempo, in Cina non esiste un'aliquota pensionistica unica; la differenza a seconda del luogo di residenza e del tipo di attività può essere molto ampia. Inoltre fino al 2009 gli abitanti delle zone rurali non avevano alcun diritto a una pensione e ora questi contributi sono trascurabili.

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