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Israele accusa l’Iran di ‘terrorismo ambientale’ per la fuoriuscita di petrolio ma non trova prove

© AP Photo / Ariel SchalitIn this Monday, Feb. 22, 2021 file photo, Israeli soldiers wearing protective suits clean tar from a beach after an oil spill in the Mediterranean Sea in Sharon Beach Nature Reserve, near Gaash, Israel. Israeli authorities said they believed a tanker suspected of smuggling oil from Iran to Syria was responsible for spilling tons of crude into the Mediterranean last month, causing one of Israel's worst environmental disasters.
In this Monday, Feb. 22, 2021 file photo, Israeli soldiers wearing protective suits clean tar from a beach after an oil spill in the Mediterranean Sea in Sharon Beach Nature Reserve, near Gaash, Israel. Israeli authorities said they believed a tanker suspected of smuggling oil from Iran to Syria was responsible for spilling tons of crude into the Mediterranean last month, causing one of Israel's worst environmental disasters. - Sputnik Italia, 1920, 05.03.2021
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A partire da mercoledì scorso, alti funzionari del Governo israeliano avevano espresso pesanti accuse nei confronti dell’Iran riguardo allo sversamento di catrame verificatosi sulle coste mediterranee del Paese. Rapporti dei media, che citano fonti investigative ufficiali di Tel Aviv, osservano tuttavia che non esiste alcun tipo di prova in merito.

Media israeliani quali Channel 12 e The Times of Israele, rivelano che un rapporto finale sul disastro è stato consegnato dalla Protezione ambientale (EPM) alle agenzie di sicurezza governative, nel quale non si evince alcun sostegno concreto alle accuse fatte nei giorni scorsi da alcuni alti funzionari del Paese.

Anche i funzionari del Mossad e delle forze di difesa israeliane si sono detti ‘colti di sorpresa’ ha riportato d’altro canto il Jerusalem Post dalle accuse e non hanno confermato sospetti diretti sull’Iran.

Eppure le accuse della Ministro della Protezione ambientale Gila Gamliel dei giorni scorsi erano state perentorie:

"Ora abbiamo scoperto che l'Iran non attua terrorismo solo tramite armi nucleari o tentativi di stabilire una presenza ai nostri confini. L'Iran conduce il terrorismo danneggiando l'ambiente ", aveva affermato, pur non spiegando quali fossero le prove.
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Ieri, giovedì 4 marzo, la Gamliel era apparsa su Army Radio e aveva ribadito le sue affermazioni, dicendo: "dire che questo non è terrorismo è semplicemente inappropriato", aveva ribadito affermando per altro, di avere il supportato anche ia David Yahalomi, il direttore generale dell'EPM.

Reazioni all’accusa

I funzionari iraniani devono ancora rispondere alle accuse; tuttavia, il gruppo ambientalista Greenpeace ha respinto le accuse e ha dichiarato che le affermazioni della Gamliel sono "oltraggiose e di fatto prive di fondamento in questa fase".

“L'affermazione tende a minimizzare il noto e diffuso fenomeno dell'inquinamento marino causato dalle fuoriuscite di petrolio delle navi. La condotta del ministro in materia odora di propaganda elettorale e di un tentativo di ottenere punti politici sfruttando un disastro ecologico", si legge in un comunicato dell’organizzazione.

Il disastro ambientale

Globuli di catrame erano iniziati ad apparire per la prima volta sulle coste israeliane il 19 febbraio, dopo che una tempesta invernale aveva spinto una marea nera sulla riva. Le stime suggeriscono che circa 1.000 tonnellate di catrame abbiano raggiunto la costa, causando danni irreversibili. Il catrame è emerso anche lungo parti della costa libanese.

Si ritiene che il petrolio possa essere fuoriuscito dalla Emerald, una nave di proprietà libica che trasportava petrolio dall'Iran alla Siria. Le petroliere iraniane sono state sempre più accusate di contrabbando illegale di petrolio fuori dal Paese dopo che gli Stati Uniti si sono ritirati dal Piano d'azione globale congiunto del 2015 e hanno imposto severe sanzioni, anche al settore petrolifero.

Attualmente migliaia di volontari e soldati in Israele stanno ripulendo le coste dai cumuli di catrame.

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