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Un nuovo tipo di energia oscura potrebbe far luce sull'espansione dell'universo

© Foto : NASA, ESA, and J. Banovetz and D. Milisavljevic (Purdue University)Una foto della supernova 1E 0102.2-7219, fatta con il telescopio spaziale Hubble
Una foto della supernova 1E 0102.2-7219, fatta con il telescopio spaziale Hubble  - Sputnik Italia, 1920, 04.03.2021
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L'Universo si sta espandendo dal Big Bang, ma i calcoli sulla sua espansione – che è ancora in corso – dividono la comunità scientifica. Un team di astrofisici della University of Southern Denmark suggerisce che un'energia oscura precedentemente sconosciuta potrebbe essere la ragione di questo fenomeno.

Il problema è che le misurazioni dell'espansione variano in base al Metodo, qualcosa che non consente agli scienziati di creare una mappa cosmologica unificata. Il team guidato da Martin S. Sloth e Florian Niedermann propone l'esistenza di un nuovo tipo di energia oscura che aiuterebbe a risolvere il problema dei calcoli contraddittori.

Tipicamente, gli astrofisici che calcolano il tasso di espansione dell'universo tengono conto del fatto che è formato da energia oscura, materia oscura e materia ordinaria. Tuttavia, le ultime misurazioni delle supernove e delle radiazioni di fondo a microonde – uno dei principali test del Big Bang – hanno mostrato diversi tassi di espansione dell'universo.

Ecco perché gli autori dello studio suggeriscono che "nell'universo primordiale, avrebbe potuto esserci un nuovo tipo di energia oscura extra", che potrebbe spiegare sia la radiazione di fondo che le misurazioni delle supernova.

"Crediamo che nell'universo primordiale, l'energia oscura esistesse in una fase diversa. Può essere paragonato a quando l'acqua si raffredda e sperimenta una transizione di fase al ghiaccio con una densità inferiore", spiega Sloth.

Il ricercatore ha aggiunto che allo stesso modo, “l'energia oscura nel nostro modello sperimenta una transizione verso una nuova fase con una densità di energia inferiore, che cambia l'effetto dell'energia oscura sull'espansione dell'universo.”

Gli astrofisici danesi concordano sul fatto che questo è un “processo meccanico quantistico molto violento”, durante il quale “molte bolle della nuova fase appaiono improvvisamente e poi queste bolle si espandono e si scontrano l'una con l'altra”.

In precedenza, un team di scienziati israeliani è riuscito a ricreare un buco nero sonoro. E questo è il mistero astronomico che orbita attorno a Marte.

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