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Blocco licenziamenti verso proroga al 30 giugno con Decreto sostegno

© AFP 2021 / Tiziana FabiDaniele Franco, ministro dell'Economia
Daniele Franco, ministro dell'Economia - Sputnik Italia, 1920, 03.03.2021
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Proroga del blocco dei licenziamenti fino al 30 giugno, ulteriori ristori e sostegni economici a fondo perduto per imprese e professionisti. Questa la prima bozza del Decreto sostegno.

Il blocco ai licenziamenti ormai attivo da un anno potrebbe essere ulteriormente prorogato fino al prossimo 30 giugno dal governo Draghi.

Attualmente il blocco è in vigore fino al 31 marzo, ma secondo quanto riportato da Repubblica, il nuovo “Decreto sostegno”, in fase di stesura, potrebbe prevedere una sua ulteriore estensione grazie al sostegno di 32 miliardi di euro di scostamento di bilancio aggiuntivi autorizzati di recente dal Parlamento italiano e richiesto dal governo Conte.

Con i 32 miliardi si continuerebbe a finanziare la cassa integrazione, evitando così una emorragia di licenziamenti che si prospetta le aziende potrebbero mettere in atto nel caso dovesse terminare il blocco.

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Il Decreto sostegno dovrebbe comprendere anche ulteriori fondi, pari a 600 milioni di euro, per i ristori alle imprese del settore del turismo invernale che quest’anno non ha svolto la sua consueta attività: stagione invernale.

La piattaforma Sogei per i rimborsi

Per l’erogazione dei rimborsi sarebbe in fase di sviluppo una piattaforma dedicata fornita dalla società partecipata Sogei.

Il governo, inoltre, si impegnerà ad erogare le somme previste dal Decreto sostegno entro il 30 aprile 2021.

Per quanto riguarda il calcolo dei ristori, si pensa ad un metodo del tutto differente rispetto a quello utilizzato fino a ora basato sui codici ATECO.

Il nuovo calcolo dei ristori per le imprese si baserà molto probabilmente, come ha riferito il viceministro all’Economia Laura Castelli a Radio24, calcolando l’annualità del fatturato e non la mensilità.

A chi andranno i fondi del Decreto sostegno

Per quanto riguarda le categorie che beneficeranno dei ristori, si ipotizzano fondi perduti per 2,7 milioni di professionisti e imprese con fatturato fino a 5 milioni di euro. Tali partite IVA dovranno dimostrare una perdita del 33% del fatturato rispetto alla media mensile del fatturato annuo 2019 e del fatturato 2020.

Le fasce di indennizzo potrebbero essere le seguenti:

  • 30% per imprese e professionisti con un fatturato di 100 mila euro annuo;
  • 25% da 101 a 400 mila euro l'anno;
  • 20% da 401 mila a 1 milioni e;
  • 5% da 1 a 5 milioni.
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