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Squali giganti luminosi. Nelle profondità degli oceani brillano tre specie

Squalo nero luminoso - Sputnik Italia, 1920, 02.03.2021
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Straordinaria scoperta in Nuova Zelanda ad opera di un team di ricercatori che ha osservato uno squalo localo mentre utilizzava la bioluminescenza per mimetizzarsi negli abissi.

Lo squalo si rende spaventosamente riconoscibile anche nelle profondità degli oceani, lì dove neanche un raggio di luce riesce a penetrare, lui brilla di luce propria. Studiando lo squalo della Nuova Zelanda, gli scienziati hanno scoperto che tre specie di squali che vivono nelle profondità dei mari emettono luce propria.

Si tratta di una scoperta sorprendente, perché queste specie di squali diventano così gli invertebrati luminescenti più grandi mai scoperti, riporta il The Guardian.

La bioluminescenza è un fenomeno ampiamente noto nel mondo acquatico, ma non si credeva che anche gli squali la usassero.

La scoperta è stata fatta partendo dai dati scientifici e dalle immagini raccolte durante una campagna condotta nel gennaio del 2020 lungo la costa est della Nuova Zelanda.

Lo squalo zigrino (Dalatias licha), è diventato quindi con i suoi 180 centimetri di lunghezza l’invertebrato luminoso più grande mai scoperto.

Squali giganti luminosi. Nelle profondità degli oceani brillano tre specie - Sputnik Italia, 1920, 02.03.2021
Squalo nero luminoso

Secondo i ricercatori dell’Università Cattolica di Lovanio in Belgio e dell’Istituto nazionale per la ricerca marina e atmosferica (NIWA) della Nuova Zelanda, la scoperta è destinata ad avere un impatto importante sul modo di comprendere e studiare le profondità degli oceani.

Mimetismo contro i predatori

A quanto pare anche gli squali devono difendersi dai predatori e in particolare da quelli che vivono nelle acque scure degli abissi.

Sarebbe questa la spiegazione che gli scienziati danno al motivo della bioluminescenza di alcune specie di squali.

Come noto, spiegano, gli squali vivono nella zona mesopelagica, nota anche come “crepuscolare” dell’oceano che va dai 200 ai 1000 metri di profondità.

Oltre tale profondità la luce non penetra e gli squali vengono visti dal basso come retro illuminati contro la superficie luminosa dell’acqua. Una condizione che li lascia esposti a potenziali predatori e senza la possibilità di nascondersi.

Ma siccome lo squalo è solitamente in cima alla catena alimentare nei mari, gli scienziati pensano che lo squalo Dalatias licha usi la bioluminescenza come una lampadina e cioè per fare luce nei fondali marini o per avvicinarsi alla preda con questo camuffamento.

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