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Rinvenuto il manuale più antico di mummificazione

© AP Photo / Amr NabilIl sarcofago del faraone Tutankhamon
Il sarcofago del faraone Tutankhamon - Sputnik Italia, 1920, 02.03.2021
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Il testo va inquadrato come "un promemoria", afferma l'egittologa Sofie Schiødt dell'università di Copenaghen, osservando che i destinatari dell'opera erano probabilmente i veri intenditori dei sofisticati rituali di imbalsamazione considerati sacri nell'antico Egitto.

I ricercatori hanno fatto una scoperta sbalorditiva, incappando in un originale manuale sui più minuti segreti dell'antica mummificazione, nascosti nelle pagine di un testo storico.

Il manuale è stato individuato su un pezzo di papiro di 3.500 anni chiamato il manoscritto Papyrus Louvre-Carlsberg, che porta questo nome perché la metà di esso, con informazioni mediche in gran parte specializzate, è conservata nel Museo del Louvre a Parigi e l'altra metà appartiene alla Collezione Papyrus Carlsberg dell'università di Copenaghen.

Questa è la prima volta che la metà del manoscritto della Collezione Carlsberg viene tradotta e analizzata, ora serve come base per un documento di dottorato dell'egittologa Sofie Schiødt, dell'Università di Copenaghen. Il papiro di circa 6 metri si aggiunge alle informazioni già raccolte dalla metà conservata al Museo del Louvre, integrando informazioni su una varietà di disturbi antichi come le infiammazioni della pelle, ad esempio, e modi per combatterli.

"Il testo si legge come un promemoria, quindi i lettori a cui era indirizzato dovevano essere specialisti che dovevano ricordare questi dettagli, come ricette di unguenti e usi di vari tipi di bende", ha detto la Schiødt, commentando la procedura considerata un rituale sacro che richiedeva abilità e profonda conoscenza.

Il testo inscritto sul papiro prevede un elenco di istruzioni per l'imbalsamazione del volto di una persona deceduta, che veniva eseguita con un pezzo di lino rosso imbevuto di uno speciale liquido a base vegetale. La soluzione era composta da ingredienti aromatici e leganti per tenere insieme la miscela, con un panno umido e dal cattivo odore destinato a proteggere il viso da insetti, batteri. Questo processo non è stato documentato prima, sebbene gli esperti avessero precedentemente analizzato altri due testi sull'argomento, ma il nuovo è più vecchio, ha osservato la Schiødt.

Ha inoltre riferito che la procedura descritta sembra corrispondere agli studi moderni su alcuni dei resti mummificati che sono stati portati alla luce.

Questo manoscritto offre dettagli straordinari dell'imbalsamazione rituale, vale a dire, l'intero programma di 70 giorni presumibilmente diviso in due metà: un periodo di asciugatura di 35 giorni e un periodo di avvolgimento di 35 giorni, ciascuno diviso in intervalli più brevi di quattro giorni.

Il trattamento del corpo includeva l'applicazione di una soluzione chiamata "natron" dopo la rimozione degli organi e del cervello, sebbene l'uso del natron in quanto tale non fosse menzionato in questo testo specifico, ha osservato la Schiødt.

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