Registrazione avvenuta con successo!
Per favore, clicca sul link trasmesso nel messaggio inviato a

Bolivia, i leader del colpo di Stato del 2019 rischiano un processo per genocidio

© Foto : Screenshot/ONUJeanine Áñez en el Debate General del 75 periodo de sesiones de la Asamblea General de la ONU
Jeanine Áñez en el Debate General del 75 periodo de sesiones de la Asamblea General de la ONU - Sputnik Italia, 1920, 02.03.2021
Seguici su
Alla fine dell'anno scorso entrambe le camere del parlamento boliviano hanno votato per incriminare l'ex presidente ad interim Jeanine Añez e 11 membri del suo gabinetto per la morte di 37 manifestanti che si opponevano al colpo di Stato militare del novembre 2019 contro il presidente socialista Evo Morales.

La leadership del regime della Bolivia, insediata da un anno, potrebbe presto essere arrestata e processata con l'accusa di genocidio per i massacri di diversi manifestanti dopo il colpo di Stato del 2019.

Nel frattempo il nuovo governo del successore di Evo Morales, Luís Arce, affronta un'altra sfida alla sua autorità in seguito alla decisione dei medici in sciopero di mantenere le braccia incrociate per altri 15 giorni.

La scorsa settimana Jeanine Áñez, che ha governato come presidente ad interim da novembre 2019 a ottobre 2020, ha rifiutato una convocazione per incontrare il procuratore di Stato nel dipartimento del Beni settentrionale, pena l'arresto.

La Añez ha respinto le accuse contro di lei e 11 membri del suo gabinetto come "persecuzione politica", definendo il caso contro di lei "infondato".

Venerdì la Añez ha reso noto di aver ricevuto la richiesta di partecipare a una nuova udienza con il pubblico ministero.

Ha affermato che il partito di Evo Morales, il Movimento per il socialismo (MAS) al potere, "ha deciso di perseguitarmi per motivi politici", chiamandola a "testimoniare in un processo manipolato" - e ha insistito "non mi arrenderò".

​Entrambe le camere dell'Assemblea legislativa plurinazionale alla fine dello scorso anno hanno votato a favore della redazione di un rapporto sui "massacri di Senkata, Sacaba e Yapacani, che raccomanda un processo contro Jeanine Añez per genocidio e altri reati". Implicati anche 11 ministri del suo governo.

La Añez e il suo governo sono accusati di aver concesso alle forze di sicurezza una "licenza di uccidere" durante le proteste contro la loro presa del potere, seguite alla deposizione di Evo Morales mediante un colpo di Stato militare dovuto alle proteste dell'opposizione concernenti una presunta frode nella sua vittoria elettorale, ottenuta il mese precedente.

Almeno sei persone sono state uccise e 115 ferite a colpi di arma da fuoco a Senkata, a El Alto, fuori dalla capitale La Paz. Il nuovo governo ha riconosciuto un totale di 37 morti in cinque incidenti in tutto il paese occorso in quel periodo, 27 dei quali dovuti a ferite da arma da fuoco.

Lunedì, durante il lancio di una campagna di immunizzazione a La Paz con il vaccino russo Sputnik V, Arce ha criticato i medici che hanno scioperato durante la pandemia di coronavirus contro la legge di emergenza sanitaria, che proibisce le interruzioni dei servizi sanitari.

"Ripudiamo ed esortiamo i medici che vogliono insistentemente partecipare a mobilitazioni di carattere assolutamente politico, perché le argomentazioni che hanno sollevato sono obsolete. Le persone hanno bisogno di medici che danno attenzione ai loro pazienti e non alle loro tasche", ha detto il presidente.
Notizie
0
Prima i più recentiPrima i più vecchi
loader
Per partecipare alla discussione
accedi o registrati
loader
Chats
Заголовок открываемого материала