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Mosca, una targa in ricordo di Alice Negro: fu una delle vittime del terrore staliniano

© Foto : Facebook / Ambasciata d'Italia a MoscaUna targa in ricordo di Alice Negro
Una targa in ricordo di Alice Negro - Sputnik Italia, 1920, 01.03.2021
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Emigrato nell'URSS all'inizio degli anni Trenta, Negro morì in un campo di concentramento nel 1944, dopo oltre 3 anni di prigionia.

Una targà è stata affissa ieri a Mosca in ricordo di Alice Negro, uomo originario del biellese, arrestato nel 1937 nell'URSS e deceduto 7 anni dopo in un lager staliniano.

La targa è stata applicata nell'ambito del programma Ultimo indirizzo (Poslednij adres in lingua russa), un'iniziativa civica che ha lo scopo di perpetuare la memoria delle vittime delle repressioni politiche in Unione Sovietica e che si ispira al progetto commemorativo europeo Stolpersteine (Pietre d’inciampo), creato nel 1992 in Germania per ricordare le vittime della Shoah.

Grazie al progetto Ultimo indirizzo conosciuto, che ha come principio fondatore il motto “Un nome, una via, una targa”, in Russia sono già state poste migliaia di targhette commemorative. I dati di queste targhette, grandi come una cartolina, vengono verificati e controllati dall’Associazione Internazionale Memorial, che ha compilato una banca dati con 3 milioni di nomi di vittime delle repressioni politiche in Urss.

La storia di Alice Negro

Alice Negro, al secolo Luciano Lombardi, nacque a Tollegno nel 1904 da famiglia operaia e, dopo essersi iscritto in gioventù al PCI, emigrò prima in Francia e poi in Unione Sovietica.

Qui, una volta sposatosi con Maria Karš, dalla quale ebbe due figlie, iniziò a prestare servizio presso la tipografia n. 7 "Iskra Revoljucii", della quale due anni dopo diventò vice-caporeparto.

Nel 1936 viene espulso dal partito e viene accusato di metodi capitalisti nella direzione della sua attività e di propaganda antisovietica. A nulla valgono i continui appelli all'ambasciata italiana, con Negro che venne poi arrestato una prima volta nel 1937, e poi nel 1941 accusato di propaganda trockista, intenzioni terroriste e rivelazione dei metodi di lavoro dell'NKGB.

Condannato a 8 anni di lavori forzati nei lager, fu inviato all'Usol'skij lager, situato nel territorio di Perm, dove morì il 27 maggio del 1944. In seguoto alla sua morte, Negro è stato riabilitato il 28 maggio 1957 in seguito a decisione del Procuratore generale dell'URSS.

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