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Elon Musk lancia Starlink: Migliaia di satelliti miniaturizzati per portare internet ovunque

CC0 / / Missione SpaceX Starlink
Missione SpaceX Starlink - Sputnik Italia, 1920, 01.03.2021
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Più di mille mini satelliti già in orbita su 12mila in totale del progetto, 10 miliardi di investimento ma 40 milioni di abbonati previsti da SpaceX entro il 2025, per un fatturato di circa 30 miliardi di dollari all’anno. Questi i numeri di Starlink, il progetto di Elon Musk che intende portare internet anche nei luoghi più sperduti del pianeta.

Che sia per gioco, lavoro, comunicazione o intrattenimento, oramai non possiamo più fare a meno di un buon collegamento internet.

Ma come fare in una casa di campagna, in un luogo sperduto, durante un’avventura, un’esplorazione, in un camper, in una barca in mezzo al mare?

Ci vuole l’internet satellitare, certo, invenzione per altro non di Elon Musk e già nota.

Esistono per altro già diverse aziende che propongono tale servizio: la Iridium e Globalstar, che offre servizio telefonico satellitare, la LeoSat, che offre collegamenti punto-punto a grande velocità per aziende, ma soprattutto c’è il progetto OneWeb.

Cos’ha allora di tanto diverso il progetto Starlink di Elon Musk? Semplice, le dimensioni e l’ambizione. Se OneWeb, pur in stadio più avanzato, prevede una costellazione di un ‘solo’ migliaio di satelliti, il progetto della SpaceX ne vuole in totale 12mila e promette la massima velocità e la massima copertura.

Internet via satellite geostazionario

Il principio comune dell’Internet via satellite è quello di utilizzare appunto satelliti di telecomunicazioni per collegare l’utente alla rete. In questo modo è possibile accedere a Internet anche da luoghi non serviti da reti terrestri, persino in alto mare, in mezzo a un deserto o sulla cima di una montagna.

Gli attuali fornitori di tali servizi, come Viasat o HughesNet, utilizzano satelliti in orbita geostazionaria, orbita cioè circolare equatoriale con periodo di rivoluzione identico al periodo di rotazione della Terra, per cui rimangono sempre fissi alle stesse coordinate.

  • Questi satelliti hanno il vantaggio di poter servire quasi un terzo dell'emisfero rimanendo permanentemente sopra la stessa regione. Un unico satellite è sufficiente a servire una vasta area.
  • Ci sono però anche degli svantaggi. Per prima cosa molti utenti contemporaneamente utilizzano il servizio e lo rallentano, in secondo luogo l’altitudine delle orbite geostazionarie è di 35mila chilometri, il che comporta un notevole ritardo nella circolazione dei segnali che deve fare il giro tra la stazione terrestre e il satellite e quindi tra quest'ultimo e il terminale dell'utente Internet.

Questo intervallo si chiama ‘tempo di latenza’, e nel caso di questo tipo di satelliti può raggiungere i 600 ms, un batter d’occhio, in apparenza, in realtà un’infinità se si parla di giochi, film online o video conferenze.

 

© Sputnik . Sergey Kazak / Vai alla galleria fotograficaBaykonur 2009: il lancio del razzo vettore "Proton-M" con il satellite ProtoStar II che garantisce fino al 2025 il collegamento internet nei territori di Indonesia, India, Filippine e Taiwan.
Elon Musk lancia Starlink: Migliaia di satelliti miniaturizzati per portare internet ovunque  - Sputnik Italia, 1920, 01.03.2021
Baykonur 2009: il lancio del razzo vettore "Proton-M" con il satellite ProtoStar II che garantisce fino al 2025 il collegamento internet nei territori di Indonesia, India, Filippine e Taiwan.

 

Le costellazioni di satelliti in orbita bassa

L’idea di SpaceX e dei suoi concorrenti, è quella di abbassare l’altitudine dei satelliti così da ridurre notevolmente i tempi di latenza. Per fare questo bisogno tuttavia rinunciare al concetto di satellite geostazionario per puntare piuttosto ad una moltitudine di microsatelliti in continuo movimento ma collegati tra loro.

Per garantire la copertura globale, la costellazione di Starlink consiste in una prima flotta di 4.425 satelliti che saranno impiegati ad un'altitudine compresa tra 1.150 e 1.325 km e la connessione dell’utente sarà sempre assicurata dal passaggio di uno o l’altro dei satelliti che saranno tra loro coordinati comunicando tra loro via laser.

Una volta realizzata questa prima fase, SpaceX prevede di lanciare altri 7.518 satelliti in un'orbita più bassa, soli 340 km, per garantire ancora più velocità, aumentando la capacità del sistema e competere con i servizi forniti dalle reti terrestri.

  • Il vantaggio delle orbite basse sta anche nel fatto che tali orbite non interferiscono con le missioni spaziali e i satelliti geostazionari, perché i mini satelliti, compiuto il loro lavoro, tenderanno a ricadere spontaneamente verso la Terra andandosi ad autodistruggere al rientro in atmosfera, senza il rischio di divenire pericolosa spazzatura spaziale che potrebbe danneggiare missioni o oggetti permanenti. 
  • Lo svantaggio è che senz’altro gli astronomi li odieranno perché  finiranno senz'altro per intasare e impallare le inquadrature dei telescopi terrestri.

Prezzi

Unica vera pecca di questo sistema per gli utilizzatori finali saranno i prezzi. Il portale internet-casa.com, della Papernest, specializzato in materia, ha spiegato a Sputnik Italia quali saranno le condizioni dell’offerta nel nostro Paese.

“Al momento in Italia Starlink è disponibile in pre-ordine, il servizio si attiverà verso la seconda metà del 2021. Il preordine è di 99 euro, pagando questa cifra ci si potrà assicurare tutto il necessario a casa nostra appena disponibile. Dopo aver effettuato l’ordine il cliente dovrà pagare 499 euro per antenna e modem e 60 euro per la spedizione e l’installazione dell’hardware. Il costo del servizio di connessione ammonterà a 99 euro al mese”.

Un costo quindi sensibilmente maggiore rispetto alle offerte attuali dell’internet terrestre, che si aggirano intorno ai 20 euro al mese e non necessitano di particolari installazioni, ma comunque qualcosa di assolutamente accettabile per chi con tale cifra avrà la possibilità di rimanere in contatto con il mondo persino da una sperduta baita di montagna.

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