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Bomba nucleare iraniana senza ispezione dell’AIEA?

© AFP 2021 / Behrouz MehriStabilimento di conversione dell'uranio in Iran
Stabilimento di conversione dell'uranio in Iran - Sputnik Italia, 1920, 01.03.2021
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I depositi di uranio arricchito in Iran superano di ben 14 volte la soglia stabilita dall’Accordo sul nucleare iraniano, riporta la relazione della Agenzia internazionale per l’energia atomica (AIEA).

Nella relazione si legge che al 18 febbraio le riserve complessive di uranio arricchito in Iran erano pari a 2.967,8 kg, ossia superano di 14 volte i volumi oggetto dell’accordo del 2015.

Poiché alla fine del 2020 in Iran è entrata in vigore una legge che spinge all’avvio della produzione di uranio arricchito e all’utilizzo di macchinari molto potenti che esulano dal campo d’azione dell’accordo sul nucleare, l’Iran ha imposto un ultimatum ai Paesi della troika europea: la nazione mediorientale ha deciso di non sottoporsi agli estesi controlli dell’AIEA se Teheran non potrà commerciare liberamente il greggio e effettuare operazioni finanziarie mediante i consueti meccanismi commerciali.

Teheran - Sputnik Italia, 1920, 28.02.2021
Accordo sul nucleare iraniano: Teheran respinge la proposta di UE e USA su trattative dirette - WSJ
A partire dal 23 febbraio l’Iran ha limitato l’attività di ispezione dell’AIEA, il che ha suscitato violente critiche da parte della troika europea. Gran Bretagna, Germania e Francia, infatti, hanno dichiarato che l’Iran ha violato le sue obbligazioni di cui all’accordo sul nucleare cessando di attenersi al protocollo.

Questo vuol forse dire che l’Iran ha superato una linea invalicabile? Quali quantità di uranio arricchito sono necessarie per creare armi in Iran?

Anton Khlopkov, direttore del Centro di Energia e sicurezza e membro del Consiglio scientifico del Consiglio di sicurezza della Federazione Russa, ha rilasciato un’intervista a Sputnik in cui ha dichiarato che l’Iran con le sue azioni non avrebbe affatto violato alcuna soglia di cui al Trattato di non proliferazione nucleare.

“Non vi è alcun presupposto per sostenere che l’Iran sia intenzionato a produrre armi nucleari. L’Iran aderisce al Trattato di non proliferazione nucleare ai sensi del quali il Paese si è assunto l’obbligazione di non mettere a punto, creare od ottenere in altro modo armi nucleari. In Iran continuano ad essere operative le attività di ispezione dell’AIEA in ottemperanza all’accordo di garanzia tra l’Iran e l’AIEA. La linea adottata oggi dall’Iran costituisce una riduzione delle sole obbligazioni volontarie assunte in capo all’Accordo sul nucleare le quali esulano dal quadro delimitato dal Tratto di non proliferazione o dall’Accordo di garanzia con l’AIEA.

Poiché gli americani non hanno ancora rimosso le sanzioni, l’Iran riduce le obbligazioni a suo carico di cui all’Accordo sul nucleare per rispondere all’immobilità del nuovo governo statunitense”.

Diversi detrattori dell’Iran temono che l’assenza di puntuali ispezioni dell’AIEA possano rendere poco trasparente il programma nucleare iraniano. Questo consentirebbe al Paese di produrre un’arma nucleare. I timori si sono aggravati dopo che il sommo leader iraniano, l’ayatollah Ali Khamenei, ha dichiarato che l’Iran può “consentire di arricchire l’uranio in qualsiasi misura sia necessaria” e che “l’Iran può arricchire l’uranio fino al 60% per soddisfare le esigenze del proprio Paese”.

Secondo Anton Khlopkov, le parole dell’ayatollah non possono essere considerate una manifestazione della volontà dell’Iran di creare una bomba nucleare dal nulla. L’esperto chiarisce che per creare una bomba nucleare l’uranio dev’essere arricchito almeno al 90%.

“Per ottenere un’arma nucleare solitamente si utilizza uranio arricchito almeno al 90%. Ma per lo stesso fine è possibile impiegare anche il plutonio. Per creare un’arma nucleare il governo che si accinge a questa attività per la prima volta dovrà arricchire l’uranio almeno al 90%. E l’Iran è ancora ben lontano da questi livelli.
Inoltre, secondo il Trattato di non proliferazione non è vietato arricchire l’uranio a quei livelli. Infatti, tale uranio potrebbe essere utilizzato anche a scopi civili e di ricerca: ad esempio, in alcuni impianti nucleari utilizzati per la produzione di energia termica. Ma in Iran non sono presenti impianti di questo tipo. In Iran è dislocato il Reattore nucleare di ricerca di Teheran che utilizza uranio arricchito al 20%. Oggi in Iran non esistono impianti nucleari in grado di utilizzare uranio arricchito a più del 20%”.

A inizio gennaio Ali Rabiei, portavoce del governo iraniano, ha dichiarato che presso lo stabilimento di Fordow Teheran aveva avviato la procedura di arricchimento dell’uranio al 20%. A valle dei negoziati tenutisi a Teheran, Rafael Grossi, direttore generale dell’AIEA, ha dichiarato che l’Iran e l’AIEA hanno raggiunto un temporaneo consenso tecnico in merito al perdurare del monitoraggio degli impianti nucleari in Iran per almeno 3 mesi. Pertanto in tal senso le dichiarazioni di nazioni europei e mediorientali in merito alle intenzioni dell’Iran di mettere a punto un’arma nucleare sono infondate, secondo Khlopkov. Secondo l’esperto, stanno tentando deliberatamente di screditare l’Iran agli occhi della comunità internazionale:

“Tutta una serie di Paesi dell’area mediorientale, i Paesi europei e gli USA stanno tentando di demonizzare le azioni poste in essere dall’Iran e finalizzate ad aumentare i livelli di arricchimento dell’uranio. Nell’ambito dell’Accordo sul nucleare, infatti, l’Iran potrebbe arricchite l’uranio solo fino al 3,67%. Ma dall’inizio di quest’anno l’Iran ha cominciato ad arricchire l’uranio intorno al 20%, superando quindi la soglia fissata. Tuttavia, un arricchimento al 20% non induce l’Iran a violare le obbligazioni assunte dal Paese ai sensi del Trattato di non proliferazione e dell’Accordo di garanzia con l’AIEA.

Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden - Sputnik Italia, 1920, 07.02.2021
Biden: USA non revocheranno sanzioni contro l'Iran finché non smetterà di arricchire l'uranio
Il 20% è ben lontano dal 90%. Pertanto, in questo caso non ha senso sostenere che, se l’Iran avrà la possibilità di arricchire l’uranio al 20%, allora produrrà una bomba”.

Anton Khlopkov in conclusione ha osservato che per alleviare la tensione che interessa il programma nucleare iraniano è oltremodo importante tenere un incontro informale tra i rappresentanti dei 7 Paesi che originariamente firmarono l’Accordo sul nucleare: Iran, Gran Bretagna, Germania, Cina, Russia, USA e Francia.

“Spero che si riesca a migliorare ulteriormente questo progresso iniziale che sta dimostrando il nuovo governo USA. Altrettanto importante è ciò che l’Iran ha più volte espresso: il Paese è pronto a tornare ad adempiere alle proprie obbligazioni di cui all’Accordo sul nucleare se gli altri partecipanti, USA in primis, faranno lo stesso. Pertanto, ora la palla passa agli States. È fondamentale che l’iniziativa oggetto di dibattito oggi venga realizzata. L’incontro dev’essere informale perché gli USA hanno lasciato l’Accordo, mentre l’Iran no. Pertanto ufficialmente Iran e USA non possono incontrarsi. Se l’incontro informale sarà predisposto correttamente, è altamente probabile che l’Iran tornerà ad adempiere alle proprie obbligazioni parallelamente agli USA. Dunque, ciò significa che l’Iran è pronto a cessare le attività di arricchimento dell’uranio al 20% e di tornare ai livelli fissati dall’Accordo sul nucleare, ossia il 3,67%”.

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