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Iraq, Papa Francesco in visita alle chiese profanate dallo Stato Islamico a Mosul

© SputnikLa benedizione di Natale Urbi et Orbi di Papa Francesco
La benedizione di Natale Urbi et Orbi di Papa Francesco - Sputnik Italia, 1920, 28.02.2021
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Storico viaggio di Bergoglio in Iraq, la prima visita internazionale durante la crisi pandemica e la prima volta nel Paese martoriato per anni da guerra e terrorismo, tuttora teatro di tensioni militari e attentati terroristici.

Papa Francesco si recherà nelle chiese distrutte e profanate di Mosul, città martire della guerra civile in Iraq e simbolo della persecuzione dei cristiani durante il terrore imposto dallo Stato Islamico. 

Il suo arrivo è atteso per domenica 7 marzo, nella "Piazza delle Chiese" dove sorgono le quattro chiese dell'antica comunità cristiano-caldea violate dai terroristi dell'Isis. 

La profanazione delle chiese

Sotto il giogo dei terroristi del Daesh le chiese cristiane sono state convertite in tribunali e prigioni o, nel migliore dei casi, utilizzate come uffici amministrativi, nel periodo che va dal 2014 al 2017.

Gli edifici sacri, testimonianza della fiorente comunità cristiano-caldea di Mosul, sono stati profanati non solo dal terrore islamista ma anche dai combattimenti e dalle bombe. Le cicatrici lasciate dalla guerra sono gli effetti collaterali di quei raid aerei condotti per cacciare i gruppi estremisti dalla città occupata, ma che colpivano anche le facciate delle chiese cristiane marchiandole con proiettili e schegge. 

La persecuzione dei cristiani

L'Iraq ha mantenuto una fiorente comunità cristiano-caldea che ha coesistito con quella islamica durante il governo baathista di Saddam Hussein. Le persecuzioni sono iniziate con la guerra del 2003 e proprio Mosul ha sofferto gravi perdite in vite umane all'interno della comunità. 

La benedizione di Natale Urbi et Orbi di Papa Francesco - Sputnik Italia, 1920, 27.02.2021
Visita del Papa in Iraq, arcivescovo caldeo a Erbil: "Crescerà il rispetto verso i cristiani"

Nei giorni scorsi il cardinale Louis Raphael Sako, patriarca di Babilonia dei caldei, originario di Mosul, ha ricordato in un’intervista al Corriere della Sera le gravi perdite subite dalla comunità durante la guerra: 1.025 cristiani sono stati assassinati, tra cui il vescovo di Mosul.

L'emorragia della comunità caldea è stata arrecata anche all'emigrazione, ai cristiani che fuggivano dal Paese cercando rifugio dalla guerra e dal terrore. Prima ancora dell'arrivo dell'Isis sono ben 58 le chiese cristiano-caldee attaccate, sottolinea Sako. 

Oggi solo una delle chiese di Mosul è funzionante e offre una funzione domenicale per le poche dozzine di famiglie cristiane rimaste dall'antica comunità che contava circa 50.000 appartenenti.

Attualmente in Iraq i cristiani sono circa 300.000, un quinto del totale prima del 2003.

La visita del Papa

Il Papa pregherà per le vittime della guerra a Hosh al-Bieaa, conosciuta come Piazza delle Chiese in inglese, secondo quanto si apprende dall'agenzia Reuters.

come parte di un viaggio di quattro giorni a partire dal 5 marzo, una visita dell'Arcivescovo Michaeel descritta come altamente simbolica e un messaggio di speranza.

Akra Najeeb Michaeel, l'arcivescovo caldeo di Mosul, ritiene che la sua visita sia altamente simbolica e sia anche un messaggio di speranza. 

"Dove le pietre sono cadute a causa della violenza, ci sarà sempre vita", ha detto. 

La visita avrà inizio venerdì 5 marzo e durerà quattro giorni. 

 

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