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Visita del Papa in Iraq, arcivescovo caldeo a Erbil: "Crescerà il rispetto verso i cristiani"

© SputnikLa benedizione di Natale Urbi et Orbi di Papa Francesco
La benedizione di Natale Urbi et Orbi di Papa Francesco - Sputnik Italia, 1920, 27.02.2021
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A una settimana dal viaggio di Papa Francesco, l’arcivescovo cattolico caldeo Bashar Warda, che riceverà il Pontefice a Erbil il 7 marzo, si dice certo che il rispetto del popolo iracheno crescerà verso la comunità cristiana, decimata negli anni da guerre, terrorismo e persecuzioni. Motto della visita "Siete tutti fratelli".

“Il rispetto da parte del popolo iracheno nei confronti di questa comunità crescerà. La gente in Iraq sa poco di noi. Speriamo si rendano conto che non siamo ospiti bensì abitanti originari del Paese”, ha detto Warda, commentando il viaggio con Aiuto alla Chiesa che Soffre (ACS).

Se nel 2003 la comunità cristiana contava 1,5 milioni di fedeli in Iraq, oggi meno di 500 mila. Nei giorni scorsi è stato il cardinale Louis Raphael Sako, patriarca di Babilonia dei caldei, originario di Mosul, a ricordare in un’intervista al Corriere della Sera la tragica storia della comunità.

“La nostra persecuzione inizia in modo tragico dopo l’invasione militare americana del 2003. Sono stati i soldati americani a distruggere il nostro esercito. Da allora ogni tipo di estremista ha potuto invadere l’Iraq. Siamo precipitati nell’anarchia. Oggi si tendono a ricordare solo i crimini di Isis. Ma nel decennio dopo il 2003, prima dell’instaurazione del Califfato, sono state attaccate 58 chiese, ben 1.025 cristiani sono stati assassinati, tra loro il vescovo di Mosul. La maggioranza dei cristiani è emigrata proprio in quel periodo verso Libano, Giordania e Turchia, quindi in Canada e soprattutto negli Stati Uniti. Non torneranno più, purtroppo. Intere comunità antiche quasi due millenni sono sparite per sempre”.

Partenza il 5 marzo

Papa Francesco partirà il 5 marzo alla volta di Baghdad, dove arriverà nel pomeriggio, accolto dal premier Mustafa al Khadimi. La cerimonia ufficiale di benvenuto si terrà al Palazzo Presidenziale, con la visita di cortesia al presidente della Repubblica Barham Salih e l'incontro con le autorità, la società civile e il corpo. Seguirà quindi l'incontro con i vescovi, sacerdoti, religiosi, seminaristi e catechisti nella Cattedrale Siro-Cattolica di "Nostra Signora della Salvezza".

A Najaf l'incontro con il leader sciita Ali al Sistani

Il giorno dopo il Papa volerà a Najaf, città santa sciita, dove incontrerà il Grande Ayatollah Ali Al Sistani.  “L’Iraq ha una maggioranza sciita", ha ricordato l’arcivescovo caldeo. 

"Al Sistani è notoriamente considerato un uomo di pace che condanna la dilagante corruzione della nazione. L’incontro fra le due personalità avrà certamente un impatto positivo sull’idea che gli sciiti hanno di noi cristiani”.

Papa Francesco nella terra natale di Abramo

Il Pontefice raggiungerà quindi Nassiriya, per l'incontro interreligioso presso la Piana di Ur.  

“L’arrivo del Papa ad Ur, venerata quale città natale di Abramo, dimostrerà che ebrei, cristiani e musulmani hanno un padre comune in Abramo”, ha sottolineato Warda.

Anche il cardinale Sako, patriarca di Babilonia dei caldei, ha sottolineato l’importanza della tappa a Ur: "Abramo è padre di noi tutti: ebrei, cristiani, musulmani".

"Ur diventa il luogo di ripartenza del dialogo interreligioso. Il Papa qui vedrà anche gli esponenti sunniti, degli yazidi e di altre fedi. Sarà un continuo incontrarsi e parlarsi", ha precisato Sako. 

Il 7 marzo grande Messa a Erbil

Domenica 7 marzo Francesco volerà quindi a Erbil, dove sarà accolto dalle autorità religiose e civili della regione autonoma del Kurdistan iracheno. Sarà poi a Mosul, per la preghiera di suffragio per le vittime della guerra presso Hosh al-Bieaa (piazza della Chiesa), poi a Qaraqosh, per la visita alla comunità cristiana locale e la recita dell'Angelus. Nel pomeriggio tornerà a Erbil per celebrare la messa allo Stadio.

Monsignor Warda non nasconde le difficoltà della visita, sia dal punto di vista della sicurezza che della pandemia di Covid-19.

Ma le autorità della regione curda “stanno trattando la sicurezza del Papa in modo molto serio, attraverso l’impiego di 10.000 addetti alla sicurezza”, ha assicurato. E per la grande messa allo stadio di Erbil “abbiamo previsto solo 10.000 biglietti, sebbene possa ospitare 30.000 persone”  .

“Alcuni religiosi fondamentalisti stanno assumendo sui social media un atteggiamento ostile nei confronti del viaggio del Papa”, ha ammesso Warda, ma i giovani iracheni hanno un’idea diversa di Francesco, perché “hanno notato quanto spesso e con quanta compassione il Papa ha parlato della situazione della Siria e dell’Iraq”. 

Il Papa ripartirà da Baghdad la mattina dell'8 marzo.

"Siete tutti fratelli"

Motto della visita è “Siete tutti Fratelli”, il cui logo raffigura il Papa nel gesto di salutare il Paese, rappresentato in mappa e dai suoi simboli, la palma e i fiumi Tigri ed Eufrate. Il logo mostra anche una colomba bianca, nel becco un ramoscello di ulivo, simbolo di pace, volare sulle bandiere della Santa Sede e della Repubblica dell’Iraq. A sovrastare l'immagine, il motto della visita riportato in arabo, curdo e caldeo.

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