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Parla la moglie di Attanasio: "L’Onu disse che garantiva la sicurezza. Non lo ha fatto"

© REUTERS / Ministero degli EsteriArrivate a Ciampino le salme dell’ambasciatore Luca Attanasio e del carabiniere Vittorio Iacovacci
Arrivate a Ciampino le salme dell’ambasciatore Luca Attanasio e del carabiniere Vittorio Iacovacci - Sputnik Italia, 1920, 27.02.2021
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Zakia Seddiki ricorda che l’ambasciatore italiano non si muoveva mai senza scorta o senza i dovuti controlli di sicurezza e che per il viaggio nella zona orientale della Repubblica democratica del Congo si era fidato dell’Onu. Si dice grata all'Italia e chiede rispetto per il marito.

“Luca è stato invitato dal Programma alimentare mondiale per una visita su un progetto del Pam per le scuole. Era previsto che organizzassero tutto loro. Ha domandato: ‘Chi si occupa della sicurezza e di tutto?’. Hanno risposto: ‘Ci pensiamo noi alla sicurezza’”, ha raccontato al Corriere della Sera la moglie dell’ambasciatore rimasto ucciso lunedì scorso, insieme al carabiniere Vittorio Iacovacci e all'autista del Pam, Mustapha Milambo, in un attacco al convoglio su cui viaggiava.

“Non è che il Pam sia una piccola organizzazione. Hanno detto ce ne occupiamo noi ed è giusto fidarsi di un’organizzazione così grande, soprattutto parlando di questo”, ha rimarcando la donna, ricordando che “Luca non ha mai fatto un passo fuori dalla residenza o dall’ambasciata senza la sua scorta e senza i controlli della sicurezza. Si è fidato”.

Se l’ambasciatore non aveva “mai viaggiato senza pensare alla sicurezza”, ha rimarcato Seddiki, anche la scorta faceva il proprio lavoro, contattando il posto, chiedendo informazioni. “Erano sempre attenti. Sono stati respinti altri inviti perché, a fronte della richiesta, non c’erano mezzi per la sicurezza. Questa volta ci siamo fidati, tutti, di un’istituzione come l’Onu”, ha aggiunto.

"Dentro il Pam qualcuno sapeva che la scorta non era efficace"

Per la donna l’ambasciatore “è stato tradito nel senso che chi ha organizzato sapeva che la sicurezza non era nella misura adeguata per proteggere lui e le persone con lui". 

"Il Pam non ha organizzato la protezione in modo opportuno. Non hanno fatto quello che va fatto per una zona a rischio. Sicuramente dentro il Pam qualcuno sapeva che la scorta non era efficace”.

"Chiedo rispetto per Luca"

Commentando quanto apparso in questi giorni sulla presunta conversione di Attanasio all’islam, la moglie di origini marocchine ha voluto precisare: "Tra di noi è andata così: ognuno ha la sua religione, ha la sua identità e l’amore era più forte. Ognuno ha mantenuto la sua identità con rispetto dell’altro. Alle volte non capiamo perché certa gente deve approfittare di momenti così brutti per inventarsi le cose”.

Quindi Seddiki ha lanciato un appello:

“L’Italia è nel cuore. È stato sempre il mio secondo Paese. È il Paese di mio marito, ho tre bimbe con identità italiana. All’Italia sarò sempre grata. Chiedo di rispettare Luca. Rispettiamolo, si rispetti il nostro dolore. Lo dico a chi vuole solo scrivere per scrivere, senza avere informazioni, o cambiare le mie parole per dare un altro senso. Chiedo rispetto. Rispetto per una persona che amava il suo Paese”.
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