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Terremoto nel M5S, Dessì a Sputnik: "Ora pronti a costituire una nuova forza politica"

Logo del M5S - Sputnik Italia, 1920, 25.02.2021
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Il senatore Emanuele Dessì spiega le ragioni del suo addio al M5S: "Non siamo 'moderati e liberali', così il Movimento rischia di diventare come Forza Italia". E per il futuro rivela: "C’è un progetto per costituire una nuova forza politica, con tutti quelli che ci staranno".

Il Movimento 5 Stelle continua a perdere pezzi e rischia l’implosione. L’ultimo ad andarsene sbattendo la porta è il senatore Emanuele Dessì. “Ho sperato fino a ieri che qualcosa potesse cambiare, inutilmente”, scrive in un post su Facebook. Ma il cambiamento non c’è stato e alla fine ha dovuto prenderne atto: "Questa non è più casa mia”.

“Esco dal Movimento 5 stelle con un enorme tristezza nel cuore ma anche con tanta rabbia”, spiega Dessì, che annuncia come “nei prossimi giorni ci sarà modo per parlare e per vederci con chiunque abbia voglia di confrontarsi e di continuare a lottare”. Per ora i fuoriusciti dal Movimento confluiranno in una nuova componente all'interno del gruppo misto, 'Alternativa c'è'. “Ma non è escluso che in futuro possa formarsi un nuovo gruppo parlamentare”, dice il senatore, intervistato al telefono da Sputnik Italia.

— Sembra un vero e proprio terremoto politico, cosa sta succedendo?

Omini lego - Sputnik Italia, 1920, 04.01.2020
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— Per quanto mi riguarda sono e resto convinto che avremmo dovuto dare un appoggio esterno a questo governo, responsabile, concreto, ma in ogni caso esterno, e che non saremmo dovuti entrare a far parte della maggioranza.

— Perché?

— È una maggioranza troppo variegata, troppo dissimile, sia nei valori, sia nei programmi, sia nelle storie personali. Non può funzionare. Per questo non ho votato la fiducia.

— Quando ha capito che non si poteva più andare avanti?

— Le prime azioni di questo governo, la scelta dei sottosegretari, i posizionamenti su alcune nostre battaglie storiche, mi hanno fatto convincere di non essere più in linea con la strada che sta prendendo il Movimento. È stata una scelta dolorosa ma obbligata.

— Quanti nel Movimento oggi la pensano come lei?

— È difficile dirlo perché subentrano delle dinamiche personali e umane, oltre che politiche. Personalmente ho messo in gioco 15 anni di attivismo. Non è stata una scelta facile. Per me il Movimento era un modo di essere, un modo di vivere, un modo di stare con le persone, un modo di fare comunità che ora non c’è più.

Comunque sì, i delusi ci sono. Ormai sono evidenti alcuni passaggi un po’ troppo veloci, non condivisi e che purtroppo non sono frutto di scelte fatte insieme. Basti pensare che noi abbiamo fatto tre mesi fa gli stati generali, tutta la parte programmatica andava in tutt’altra direzione.

— Cos’è cambiato da tre mesi a questa parte?

— La real politik ci costringe ad essere più lontani dalla comunità e più vicini alle cose da dover fare per forza. Io invece continuo a credere che fosse più importante fare le cose che eravamo chiamati a fare, essere sentinelle.

— Di chi sono le responsabilità di questa deriva?

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— Di Maio lo stimo e lo rispetto. Però non può parlare di “movimento moderato e liberale”. Noi non siamo mai stati né moderati né liberali, ci siamo sempre definiti rivoluzionari, anche se parlavamo di rivoluzione gentile e pacifica. Stiamo stati sempre progressisti e socialisti, nel senso più puro, vicini alle classi sociali più fragili.

Moderata e liberale è Forza Italia, ora ci manca che diventiamo pure liberisti. Il M5S si sta appiattendo troppo sulle posizioni di un centro moderato, che avrà pure la sua dignità, ma tradisce le nostre origini.

— Neppure l’entrata di Conte nel movimento l’ha convinta a restare?

— Credo che se Giuseppe Conte voglia fare un’esperienza politica debba farla come federatore di un’area. Non credo sia adatto a fare il capo politico di un partito che deve risolvere i suoi problemi interni.

— Quali sono?

— Problemi di organizzazione, innanzitutto, e, come abbiamo visto dalle ultime uscite di Di Maio, problemi di linea politica definitiva.

— Come vede il suo futuro, costruirete un nuovo soggetto politico?

— C’è un progetto per costituire una nuova forza politica, con tutti quelli che ci staranno. Mi impegnerò perché si crei un contenitore politico complementare al Movimento, con gli stessi valori. Pur cambiando casa, possiamo sempre rimanere all’interno dello stesso condominio.
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