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Pubblica amministrazione, nel team di Brunetta arrivano anche Cottarelli e il figlio di Mattarella

© AP Photo / Pier Paolo CitoMinistro per la pubblica amministrazione nel governo Draghi, Renato Brunetta
Ministro per la pubblica amministrazione nel governo Draghi, Renato Brunetta - Sputnik Italia, 1920, 25.02.2021
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Nella squadra di Brunetta per riformare la pubblica amministrazione ci saranno l'economista Carlo Cottarelli e l'avvocato amministrativista Bernardo Mattarella, figlio del presidente della Repubblica. Già pronto un dossier in 91 punti con tutti gli interventi.

Ci sono anche Bernardo Mattarella, avvocato amministrativista figlio del presidente della Repubblica, e Carlo Cottarelli, nella squadra voluta dal ministro Renato Brunetta al ministero della Funzione Pubblica.

Obiettivo quello di dare forma alla “pubblica amministrazione del futuro”. Parole d’ordine “semplificazione” e “valorizzazione del capitale umano”, fa sapere il nuovo ministro, citato da Libero. Fanno parte del team guidato dal capo di gabinetto, Marcella Panucci, Giorgio De Rita, segretario generale del Censis, i professori Carlo Altomonte e Raffaella Saporito, Alessandro Bacci e Andrea Tardiola, dirigenti pubblici, Antonio Naddeo dell’Agenzia per la Rappresentanza Negoziale e l'avvocato Germana Panzironi.

Ministro per la pubblica amministrazione nel governo Draghi, Renato Brunetta - Sputnik Italia, 1920, 16.02.2021
Il ritorno di Brunetta alla PA, dopo la fake sullo smart working cosa accadrà davvero?

"Ho accettato l'invito del ministro Brunetta (che ringrazio) a partecipare ai lavori sulla semplificazione burocratica e la riforma della Pubblica Amministrazione. Occorre che ognuno dia il meglio di sé in un momento così difficile per il nostro paese", ha scritto ieri Cottarelli in un tweet.

E già oggi, secondo quanto si legge su La Stampa, l'economista, direttore dell'Osservatorio sui Conti Pubblici dell'Università Cattolica del Sacro Cuore, arriverà al ministero con un dossier contenente l’elenco degli interventi necessari per far ripartire la P.A., ispirati direttamente dalle imprese italiane. Tra le priorità c’è la lotta alla burocrazia e la “facilitazione del dialogo tra le aziende e gli uffici pubblici”.

Ma anche il taglio delle tasse inutili. Una vera e propria “giungla di balzelli”, secondo il dossier in 91 punti, che “danno un gettito minimo” allo Stato, ma “complicano la vita di chi fa impresa”. Almeno 20 quelle che Cottarelli vorrebbe abolire. Poi c’è il nodo della digitalizzazione, quello degli appalti e dello smart working, che finora ha portato un risparmio di 50 milioni di euro. Se i dipendenti che lavorano da casa saranno produttivi, si potrà pensare di mantenerlo, almeno in parte.

Tanti i punti dedicati agli appalti e al fisco, nel senso di un “riordino delle aliquote Iva, semplificazione del carico di comunicazioni richieste al mondo produttivo e gli adempimenti legati alla fatturazione elettronica”.

Nonostante la polemica innescata da una vecchia intervista del Corriere della Sera ripubblicata all’indomani della nomina di Brunetta al ministero che fu di Fabiana Dadone, tra le priorità da affrontare a Palazzo Vidoni non ci sarà, almeno in prima battuta, quella dei dipendenti “fannulloni” e dei “furbetti del cartellino”.

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