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Negli Usa arriva la "Smoky Tomato Carbonara". E la ricetta del Nyt diventa un caso

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A plate of pasta - Sputnik Italia, 1920, 25.02.2021
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Sul quotidiano della Grande Mela spunta la ricetta per preparare la carbonara "fake" con Parmesan, bacon e salsa di pomodoro. La denuncia della Coldiretti: “La mancanza di chiarezza sulle ricette Made in Italy offre terreno fertile alla proliferazione di prodotti alimentari taroccati all’estero".

Parmesan, uova, pancetta, pepe nero, salsa di pomodoro, un po’ di acqua di cottura nelle uova crude, olio di gomito per mantecare, 30 minuti ai fornelli e “voilà”: la versione “taroccata” della carbonara, piatto simbolo della cucina romana, è pronta.

La ricetta che fa rabbrividire gli chef del Belpaese viene proposta sul portale di cucina del New York Times. E, manco a dirlo, ha fatto letteralmente infuriare chi si batte per la difesa del Made in Italy a tavola.

Non basta la giustificazione fornita dall’autore della ricetta della “Smoky Tomato Carbonara”, che assicura: “I pomodori non sono un ingrediente tradizionale, ma conferiscono un tocco brillante al piatto”.

La rivisitazione di uno dei piatti più famosi della cucina italiana, per la Coldiretti, è soltanto “la punta dell’iceberg della falsificazione” dei nostri prodotti alimentari, che “nel mondo ha superato i 100 miliardi di euro”. Sono proprio gli Usa a detenere il primato dei prodotti contraffatti.

“La versione inventata dal quotidiano americano – denuncia la Coldiretti - utilizza oltre al pomodoro, il bacon al posto del guanciale, mentre il Pecorino Romano viene sostituito dal Parmesan una brutta copia Made in Usa del Parmigiano Reggiano e del Grana Padano”.

​Insomma, dopo la versione con la panna, una delle più in voga oltre confine, ci mancava solo quella con il pomodoro ad umiliare la nostra carbonara. Ma la lista delle ricette fake che circolano per il mondo è lunga: dalla caprese con il formaggio al posto della mozzarella, al pesto genovese con i pistacchi, alle imitazioni del Parmigiano.

“La mancanza di chiarezza sulle ricette Made in Italy – segnala ancora la Coldiretti - offre terreno fertile alla proliferazione di prodotti alimentari taroccati all’estero dove le esportazioni di prodotti agroalimentari tricolori potrebbero triplicare se venisse uno stop alla contraffazione alimentare internazionale che è causa di danni economici, ma anche di immagine”.

Il fenomeno ha un nome. Si chiama “agropirateria”. E all’estero è diffusissimo. Secondo i dati della stessa associazione “sono falsi due prodotti alimentari di tipo italiano su tre, con il mercato mondiale delle imitazioni di cibo Made in Italy che vale oltre 100 miliardi di euro”.

“Il rischio reale – mettono in guardia da Coldiretti – è che si radichi nelle tavole internazionali un falso Made in Italy che toglie spazio di mercato a quello autentico e banalizza le specialità nostrane frutto di tecniche, tradizioni e territori unici e inimitabili”.

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