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Ricerca Italiadecide, università italiane meglio di Francia, Cina e Stati Uniti

© Sputnik . Vladimir Vyatkin / Vai alla galleria fotograficaStudenti italiani
Studenti italiani - Sputnik Italia, 1920, 24.02.2021
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Si è tenuto ieri, 23 febbraio, il ciclo di quattro incontri ospitati dall’Università Luiss Guido Carli per presentare i risultati della seconda edizione della ricerca sulla reputazione dell’università italiana nel mondo, realizzata da italiadecide in collaborazione con Intesa Sanpaolo.

Gli interventi sono stati tenuti da Luciano Violante, presidente onorario di italiadecide; Gian Maria Gros-Pietro, presidente Intesa Sanpaolo; Paola Severino, vice presidente Università Luiss Guido Carli; Gaetano Manfredi, professore di Ingegneria Università Federico II di Napoli.

La ricerca 'L’Italia e la sua reputazione: l’università', condotta dal professor Domenico Asprone in collaborazione con i professori Pietro Maffettone, Massimo Rubechi e Vincenzo Alfano, di cui sono stati presentati i risultati, aveva l’obiettivo di analizzare la situazione del nostro sistema universitario nel contesto internazionale e proporre miglioramenti per incrementarne l’attrattività a livello globale, anche alla luce degli stravolgimenti portati dalla pandemia.

"La ricerca di italiadecide promossa da Intesa Sanpaolo rappresenta un approfondimento importante per valutare il ruolo che i nostri atenei ricoprono a livello internazionale. Dai ranking analizzati emerge in modo chiaro la qualità delle nostre Università diffuse sul territorio, orientate ad assicurare ai giovani pari opportunità di partenza", ha spiegato Paola Severino, la quale ha aggiunto che "la percezione della qualità dei nostri atenei è inferiore alla realtà”.

A proposito di ranking, l'Italia non presenta nessuna università tra le prime 100 del ranking internazionale, anche se oltre il 40% dei suoi atenei rientra nei primi mille, meglio di Francia, Cina e Stati Uniti che ne posizionano meno del 10%.

Un paradosso a cui ha cercato di rispondere Luciano Violante, che ha spiegato anche che la ricerca di Italiadecide "muove dall’idea che bisogna abbattere il complesso dell’autodenigrazione, del parlar male di noi stessi".

"La ricerca spiega un paradosso: come mai le università italiane non sono tra le prime al mondo eppure i nostri laureati occupano in tutto il mondo e nelle più diverse discipline posti di altissima responsabilità? Probabilmente perché non solo il sistema nel suo complesso è migliore delle singole università, ma anche perché in molte università ci sono specifici settori di eccellenza. Questo peraltro non ci esime dallo sforzo di investire di più, di rinnovare il ceto dei docenti, di puntare inesorabilmente sul merito", ha detto.

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Parlando di sistema, la Severino ha osservato che "il nostro Paese, se analizzato nel suo complesso, emerge come un esempio virtuoso perché caratterizzato da una alta qualità media del sistema universitario. Il grande pregio di questa ricerca è di aver messo in rilievo non i numeri ma la comparazione tra sistemi, rilevando l’importanza di mediare tra base culturale 'larga' e specializzazione, anche multidisciplinare, per l’avvio ai percorsi professionali".

Tra i risultati registrati, il piacevole incremento delle iscrizioni anche in tempo di emergenza sanitaria, che ha mostrato come quello italiano sia un sistema universitario resiliente e flessibile, anche grazie all'implementazione della didattica a distanza. 

Gian Maria Gros-Pietro, presidente di Intesa Sanpaolo, ha parlato dell'università quale importante strumento formativo per garantire al Paese anche una maggiore competitività economica.

"Entro il 2024 Intesa Sanpaolo assumerà 3.500 giovani ed è quindi necessaria la disponibilità di competenze utili alle necessità di quella che sarà la Banca dei prossimi anni, con un’attenzione anche agli equilibri di genere. Avere giovani preparati e un sistema formativo più internazionale e vicino al mondo del lavoro è fondamentale per la competitività di un Paese e delle sue imprese", ha dichiarato.
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