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Raggiungere e superare l’America: il COVID ha aiutato l’economia cinese?

© AP Photo / Andy WongBandiere Cina USA
Bandiere Cina USA - Sputnik Italia, 1920, 24.02.2021
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Un anno fa la Cina diventava il primo focolaio di nuovo coronavirus. Il Paese al centro dell’epidemia non solo è riuscito ad affrontare operativamente la sfida, ma ne ha anche tratto dei vantaggi. Mentre l’intero mondo conta le perdite, l’economia cinese sta registrando una crescita costante.

Sputnik ha cercato di capire per voi il grado di stabilità di questa crescita.

Cigno nero

Nel gennaio del 2020 il coronavirus cominciò a manifestarsi in maniera importante. Una dopo l’altra le città cinesi annunciarono periodi di quarantena. Ben presto l’epidemia arrivò anche in altri Paesi: le catene di distribuzione si interruppero, gli aerei rimasero a terra, in tutto il mondo chiusero le fabbriche, i negozi e i ristoranti, gli esperti previdero un periodo di recessione economica.

Mascherine - Sputnik Italia, 1920, 24.02.2021
Pandemia: un disastro che per alcuni paesi è stato un bel affare
Pechino continua ad essere criticata per la lentezza con cui ha comunicato i primi casi di COVID-19, già noti nel Paese a fine 2019. In verità, i cinesi riuscirono a prendere subito il controllo della situazione. Già nel mese di maggio le autorità annunciarono in sostanza di aver sconfitto il virus e svolsero in presenza nella capitale due incontri: una seduta del parlamento e una del principale organo consultivo del Paese.

A ottobre, in occasione delle festività legate alla Giornata della Repubblica popolare cinese, circa mezzo miliardo di persone si mise in viaggio all’interno del Paese. E dopo in mese, in occasione della maratona di acquisti per la Giornata dei single i cinesi spesero circa 56 miliardi di dollari.

Nell’arco di due mesi da quel momento la Cina divenne l’unico Paese la cui economia a consuntivo 2020 registrava una crescita. Certo, la meno significativa dal 1976, ma pur sempre una crescita. Il PIL è aumentato del 2,3%, ossia più di quanto avesse previsto il FMI (1,9%). Inoltre, per la prima volta il PIL su base annua ha superato quota 100.000 miliardi di yuan attestandosi a 101.600 miliardi di yuan (ca. 13.000 miliardi di euro).

Borsa di Francoforte - Sputnik Italia, 1920, 04.02.2021
La crescita economica cinese ha risvegliato l’Europa
Il grafico dell’andamento dell’economia nazionale cinese mostra nel secondo trimestre del 2020 una netta risalita dopo il crollo di marzo. Le imprese si misero a soddisfare una ingente domanda di prodotti sanitari ed elettronica destinata al lavoro da casa. Tra marzo e dicembre i produttori cinesi hanno rifornito il mondo intero di 224 miliardi di mascherine, circa 40 per ogni abitante della Terra al di fuori della Cina. È stato un vero e proprio boom dell’esportazione.

“Il nostro Paese ha rapidamente placato l’epidemia, ha altrettanto rapidamente ripreso le attività produttive favorendo così una rapida crescita economica”, sostiene Ning Jizhe, direttore dell’Istituto nazionale cinese di Statistica.

Meglio e più rapidamente degli USA

L’economia cinese è uscita dall’anno della pandemia in positivo: l’unico Paese a farlo tra quelli avanzati. Secondo gli esperti, ciò significa che la Cina continuerà a crescere più degli altri anche in futuro. Nel 2021 il PIL cinese crescere secondo le previsioni dell’8,2%. A questi ritmi la Cina potrebbe superare gli USA per valori del PIL non verso il 2035, come prevedevano gli esperti, ma ben prima.

Negli USA il PIL su base annua ha registrato un decremento del 2,3% attestandosi a 20.930 miliardi di dollari. Oggi lo scarto con l’economia cinese è di 6.200 miliardi, mentre nel 2019 era di 7.100.

A girl stands on the embankment at Nha Trang resort in Vietnam. - Sputnik Italia, 1920, 29.01.2021
Ecco il Paese asiatico che registra la miglior crescita economica del 2020. E non è la Cina
Gli esperti della società giapponese Nomura ritengono che nessuna famiglia cinese sia stata colpita dal COVID tanto quanto lo sono state le famiglie americane e che per questo la Cina supererà gli USA già nel 2028. E se la valuta nazionale si rafforzerà e il tasso di cambio sarà di 6 yuan per ogni dollaro, allora il superamento potrebbe avvenire già nel 2026. Oggi in media un dollaro costa 6,9 yuan.

Anche l’americana J.P. Morgan Asset Management calcola che la Cina supererà l’America nei prossimi 8-10 anni. Concordi in tal senso sono anche gli esperti della banca di investimenti cinese China Renaissance.

Ad ogni modo, questa crescita non può certo essere definita trionfale, sostiene Aleksey Kusnetsov, direttore ad interim dell’Istituto di scienze sociali presso l’Accademia nazionale russa delle Scienze.

“Molti Stati hanno registrato ritmi di crescita modesti e hanno avuto risultati negativi, mentre la Cina ha avuto sì ritmi esigui, ma ha mantenuto risultati positivi”, spiega. “Sono convinto che la Cina col tempo supererà gli USA perché la velocità di crescita dell’economia cinese è ogni anno maggiore di quella americana. E in quanto a potere d’acquisto la Cina ha già tempo superato gli Stati Uniti”.

Ma non possiamo considerare solo questi fattori. “Non dimenticate che i cinesi sono circa 4 volte di più degli americani. Pertanto, il PIL pro capite della Cina è chiaramente molto inferiore a quello degli USA”, sottolinea l’esperto.

In effetti, il PIL pro capite statunitense è cinque volte maggiore di quello cinese: 63.200 dollari contro 11.000.

Pechino, Cina - Sputnik Italia, 1920, 03.01.2021
Il 2020 ha cambiato la politica economica cinese
Inoltre, gli economisti che sono interessati dalla sostenibilità della crescita prestano attenzione a una particolarità del successo conseguito dalla Cina nel 2020: il Paese si è ripreso grazie alla produzione e alle esportazioni, ma ha tralasciato la domanda interna.

Consumi al limite

Negli ultimi anni Pechino sta in realtà tentando di ridurre la propria dipendenza dalle esportazioni: infatti, mano a mano che il Paese si sviluppa, si riduce la manodopera a basso costo e poco qualificata. Il governo cinese parla da tempo della necessità di stimolare la domanda interna e l’anno scorso il presidente cinese ha menzionato più volte questo obiettivo.

Ma ad oggi ancora non ci sono risultati: i consumi interni in Cina non crescono e i periodi lockdown non sono certo d’aiuto. A fine gennaio le autorità hanno limitato gli spostamenti dei cittadini all’interno del Paese in previsione del Capodanno cinese. Ma i cittadini non sono comunque inclini a spendere denaro. Anche in Cina l’epidemia ha colpito, infatti, il mercato del lavoro.

Sunset when viewed from a hotel infinity pool in Phuket, Thailand. - Sputnik Italia, 1920, 02.02.2021
Turismo ancora a singhiozzo nel 2021, la Thailandia attende "solo" cinque milioni di turisti
A soffrire maggiormente è stato il comparto dei servizi: in particolare, le imprese della ristorazione e dell’ospitalità. Nelle grandi città chi ancora è operativo lavora meno e, quindi, guadagna meno. Difficile è anche la situazione per i giovani laureati che diventano direttamente disoccupati. Nel 2021 le università cinesi vedranno comunque laurearsi circa 8,7 milioni di esperti.

Particolarmente difficile sarà per i migranti lavoratori che si spostano dalle campagne nelle città. A questa categoria nel Paese afferiscono circa 290 milioni di persone, ossia il 37% della forza lavoro. Circa la metà di loro è impiegata nel comparto dei servizi. L’anno scorso 5 milioni hanno perso il posto di lavoro. Minori entrate significano minori spese. Non sorprende che l’anno scorso i venditori cinesi al dettaglio abbiano guadagnato il 3,9% in meno rispetto al 2019.

Un altro problema riguarda i debiti di imprese e privati. Anche in passato questo aspetto rappresentava una criticità per l’economia cinese, ma nei primi 9 mesi del 2020 la situazione è peggiorata.

Oggi la Banca popolare cinese deve trovare un equilibrio tra fornire un reale sostegno a imprese e cittadini ed evitare il loro sovraindebitamento: infatti, se i consumi sono bassi, è difficile ripagare i prestiti.

Ad ogni modo, gli esperti sperano che nel 2021 l’economia cinese non deluderà. In caso contrario ne risentiranno innumerevoli settori: dai produttori di elettronica e componentistica per computer ai fornitori di ferro e soia che dipendono dalla domanda cinese interna.

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